Moda

A ogni stilista il suo colore

2 Ott , 2017  

Ogni stilista ha il suo colore. Il lavoro di molti designer è spesso riconducibile a delle tinte ben precise. In alcuni casi il legame tra casa di moda e colore è diventato così forte da rappresentare il marchio stesso, fino a renderlo iconico. Ma quali sono gli stilisti che hanno creato un legame indissolubile tra la loro creatività e un colore?

Rosso Valentino

Il rosso Valentino è diventato il simbolo dell’eleganza per eccellenza. Lo stilista scoprì il suo amore per il rosso durante un viaggio in Spagna. La leggenda vuole che il sarto sia stato folgorato in giovane età da questo colore mentre era al teatro dell’opera di Barcellona. I personaggi dello spettacolo austeri, maestosi, rigorosi e vestiti di vermiglio gli fecero capire la forza del rosso. Il suo talento lo portò a creare un suo rosso cangiante fra le tonalità dell’arancio e del carminio. E così, dal 1968 fino al 2005, non ha mai smesso di proporre almeno un abito in quella sfumatura.

Blu Lanvin

Joanne Lanvin fu la prima ad avere un colore con il proprio nome, il blu Lanvin, inventatonegli anni ’20. Si tratta di una pallida tonalità di cobalto nata grazie alla grande passione che Madame Lanvin aveva per l’arte. Creò questo colore ispirandosi al cielo azzurro dipinto negli affreschi del Beato Angelico. Più tardi rese omaggio al ritrattista Velasquez con il verde Velasquez.

Bianco Biagiotti

Laura Biagiotti, «The Queen of Cachemire», come la definì il «New York Times», fu la prima stilista a portare le sue creazioni sulle passerelle di Pechino nel 1988 e al Cremlino nel 1995. Nel 1972 fece sfilare a Palazzo Pitti un’intera collezione di abiti bianchi abbinati ad appariscenti accessori, dimostrando a tutti la potenza e la raffinatezza di questo colore.

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Arancione Hermès

Émile-Maurice Hermès, nipote del fondatore della maison francese, nel 1945 dovette affrontare un problema imprenditoriale che si trasformò in un colpo di fortuna. La seconda guerra mondiale stava per finire e aveva reso introvabili le scatole beige che la casa di moda utilizzava per confezione i propri prodotti. Émile riuscì a reperire solo dei cartoni arancioni e fu costretta ad acquistarli. Aggiunse alle scatole del nastro marrone bolduc e il logo dell’azienda. Il risultato? Un successo: in poco tempo, grazie a questa tonalità accesa, la casa di moda divenne riconoscibile in tutto il mondo. Ancora oggi l’arancione è il simbolo indiscusso di Hermès: la Birkin più famosa è arancione, gli abiti spesso sono arancioni e di questo colore sono anche gli interni dei loro negozi.

Verde Carven

Nel 1945 madame Carmen de Tomasso, nota come Carven, fece del verde il feticcio della sua maison. In poco tempo si impose come una delle pochissime donne in grado di fare haute couture a Parigi dopo Elsa Schiaparelli e Coco Chanel. Fu una delle prime a sfilare all’estero, influenzando le tendenze con il suo stile esotico. I suoi abiti pratici, raffinati e adatti a donne di bassa statura, erano caratterizzati da righe bianche e verdi. Iniziò a vestire giovani stelle francesi come Martine Carol, Daniele Delorme, Leslie Caron, Sophie Daumier. Il verde brillante, fuso sapientemente con il bianco, rese il suo brand iconico e ne divenne il tratto distintivo.

Rosa Schiaparelli

Con il suo rosa shocking sconvolse Parigi e fece la storia. Il rosa Schiaparelli nasce nel 1936 e prende il nome dalla sua estrosa ideatrice. Inizialmente fu il colore scelto per la confezione del suo profumo Shocking!, contenuto in una bottiglia a forma del busto di Mae West scolpita da Leonor Fini, ma poi divenne la nuance preferita della stilista che decise di portarla anche in passerella.

 

 

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