Un’installazione d’arte nel mezzo del deserto dell’Australia. Si chiama Field of Light (campo di luce), ed è stata progettata e realizzata dall’artista britannico Bruce Munro. L’Ayers Rock, l’imponente massiccio nel deserto di Uluru, cuore spirituale e simbolo del paese, è uno dei luoghi più suggestivi del pianeta.

Field of Light - Bruce Munro

L’installazione, ispirata in gran parte dall’interesse dell’artista per l’esperienza umana condivisa, è stata presentata per la prima volta nel 2004 al Victoria & Albert Museum di Londra e, da allora, l’opera è stata realizzata in luoghi diversi, dal Regno Unito agli Stati Uniti fino al Messico. “Field of Light è un’idea che ho coltivato per molto tempo” ha confidato Munro. “Ho visto nella mia mente un paesaggio di steli illuminati che, come il seme dormiente in un deserto secco, attende serenamente che scenda il buio, sotto una coperta sfolgorante di stelle, per fiorire con i dolci ritmi della luce. Field of Light è un simbolo personale che rappresenta le cose belle della vita. Ho l’onore e il privilegio di ricreare questa opera proprio nel luogo che l’ha ispirata. Un lavoro concepito nel deserto rosso che ritorna nel suo luogo di nascita scaturendo dal terreno stesso” ha concluso.

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“Field of light” è il più grande lavoro firmato da Munro: sono stati impiegati più di 50.000 steli coronati da sfere in vetro smerigliato per occupare una superficie equivalente a quattro campi da calcio. È anche il primo lavoro dell’artista a ricorrere all’energia solare: i fiori sono collegati da 380 km di cavi in fibra ottica a 144 proiettori solari. Percorsi creati da questi steli accompagnano gli spettatori nel cuore pulsante dell’installazione. Realizzare questo progetto ha richiesto 2800 ore di progettazione dell’impianto in Inghilterra, più di 3900 ore di lavoro per ricostruire l’installazione sul posto e la collaborazione di quaranta persone per sei settimane. Qantas, compagnia aerea partner del progetto, ha trasportato gli steli del peso di circa 15 tonnellate per più di 19.000 chilometri con oltre 32 voli internazionali e nazionali in Australia.

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Munro si è consultato a lungo con i rappresentanti delle popolazioni locali prima di intraprendere il progetto. Gli aborigeni, proprietari di Uluru, hanno apprezzato l’opera. Non sarebbe stato possibile realizzare l’installazione senza il loro consenso. Nella lingua locale della comunità Pitjantjatjara, “Field of light” è stata battezzata “Tili Wiru Tjuta Nyakutjaku”, che significa “guardando tante belle luci”.

 

Fonte immagini thisiscolossal.com

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