Arte

Spencer Tunik: la nudità come forma d’arte

Spencer Tunik è un fotografo statunitense. Le sue opere superano spesso gli schemi convenzionali, mettendo letteralmente a nudo i protagonisti delle sue opere d’arte. Si è da sempre contraddistinto per la realizzazione di grandi scenografie caratterizzate da figure svestite e spazi ampi che durante le performance prendono le sembianze di vere e proprie tele. Cosa risiede alla base delle opere di Spencer Tunik? Spencer Tunick ricerca la forma, il contorno

Raffaella Carrà, l’omaggio dell’arte

Raffaela Carrà si è solo spostata un po’ più in là. Icona rivoluzionaria, energia esplosiva, un mix di tradizione e avanguardia. Da Trieste in giù a programmi come ‘Pronto Raffaella’ e ‘Carramba che Sorpresa’, ha fatto la storia della televisione italiana. Almeno tre generazioni sono cresciute col suo indimenticabile caschetto biondo. Cantante, conduttrice, ballerina, il suo successo non ha avuto e cercato confini, arrivando in Sud America, in Francia, in


Prato, un’opera d’arte collettiva a sostegno delle cure palliative

Un mantello gigante di 250 metri quadrati composto da quasi 2.000 pezzi di stoffa e lana cuciti a mano. L’opera d’arte collettiva è stata realizzata da oltre cento volontari pratesi di File, fondazione italiana Leniterapia. Il progetto I colori della vita, patrocinato dal Comune di Prato, nasce con lo scopo di sensibilizzare le persone sull’importanza delle cure palliative e per far conoscere il meraviglioso lavoro di assistenza ai malati gravi

JR a Palazzo Strozzi

L’installazione di JR, artista contemporaneo tra i più celebri al mondo, propone uno squarcio visivo sulla facciata di Palazzo Strozzi, simbolo del Rinascimento fiorentino, che si apre alla visione di un interno reale e immaginato allo stesso tempo. L’opera, intitolata La Ferita, propone una riflessione sull’accessibilità ai luoghi della cultura nell’epoca del Covid-19. Si tratta di un collage fotografico in bianco e nero alto 28 metri e largo 33, un gioco

Gli artisti più ricercati su Google nell’anno della pandemia

La pandemia non è riuscita a fermare l’arte. Nonostante i musei di tutto il mondo abbiano chiuso le porte ai loro visitatori per contrastare i contagi da Covid-19, le opere degli artisti più famosi della storia hanno continuato on-line a dare mostra della loro bellezza senza tempo grazie a una serie infinita di iniziative. Ma qual è l’artista più ricercato al mondo? A questa domanda hanno cercato di dare una

Frida Kahlo: Casa Azul, il suo universo

Casa Azul rappresenta l’intero universo intimo di Frida Kahlo. Siamo nel quartiere Coyoacán di Città del Messico, esattamente al 247 de la Calle de Londres. È proprio qui che si trova una delle case più famose del mondo dell’arte. In questa casa, il 6 agosto del 1907, nasceva la straordinaria Frida Kahlo. L’artista ha vissuto gran parte della sua vita. Prima con la sua famiglia e anni dopo con suo

Procida è la Capitale italiana della cultura 2022

La Capitale italiana della cultura per il 2022 è Procida. A deciderlo è stata, dopo le audizioni delle dieci città finaliste su ventotto in origine candidate, la Giuria per la selezione della città Capitale italiana della cultura 2022, presieduta dal professor Stefano Baia Curioni e composta da Salvatore Adduce, Francesca Cappelletti, Roberto Livraghi, Cristina Loglio, Franco Iseppi e Giuseppe Piperata. A contendersi il prestigioso titolo c’erano anche Ancona, Bari, Cerveteri

Tate Britain illuminata dall’installazione di Chila Burman

Nonostante l’emergenza covid-19, la Tate Britain di Londra ha rinnovato per il quarto anno consecutivo l’appuntamento con la Winter Commission, iniziativa che ogni anno invita un artista differente a creare un’installazione da realizzare sull’intera facciata della della galleria d’arte. La coloratissima installazione artistica che quest’anno illumina la grande facciata è stata realizzata dall’artista Chila Kumari Singh Burman. L’opera prende il nome di “Remembering a Brave New World” e sarà visibile fino

Napoli, il bambino incatenato di Jago in piazza del Plebiscito

La magnifica installazione pubblica è comparsa all’alba del 5 novembre nel cuore di piazza del Plebiscito a Napoli. Il nome, “Look down”, invece di Lockdown, parola che ormai tormenta il mondo intero, arriva come un monito per tutti: guardate in basso, agli ultimi, alle persone più vulnerabili, a chi resta indietro e finisce sempre più in basso. Una vera e propria denuncia della fragile condizione di un’intera fetta di società