Rivivere gli antichi splendori del Circo Massimo – monumento tra i più significativi della storia di Roma -, grazie all’utilizzo di un innovativo progetto di valorizzazione in realtà aumentata. Passeggiare tra le botteghe romane, assistere a una corsa di quadrighe tra urla di incitamento e capovolgimento di carri, osservare la vita dell’antica valle scorrere davanti ai tuoi occhi: per la prima volta è possibile viaggiare nel tempo e rivivere il Circo Massimo in tutte le sue fasi storiche – dalla prima e semplice costruzione in legno, ai fasti dell’età imperiale, dal medioevo fino ai primi decenni del ’900 -, ricostruite sia dal punto di vista architettonico che da quello paesaggistico. La visita è fruibile con visori immersivi (tecnologia see-through) e sistemi auricolari stereofonici, inclusi nel prezzo del biglietto.

Circo Maximo Experience è un’iniziativa promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, organizzato da Zètema Progetto Cultura e realizzato da GS NET Italia e Inglobe Technologies, aggiudicatarie del relativo bando di gara. La direzione scientifica è a cura della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. La narrazione in lingua italiana è affidata alle voci degli attori Claudio Santamaria e Iaia Forte. Il percorso itinerante è disponibile anche in inglese, francese, tedesco, spagnolo, russo, cinese e giapponese. Disponibili anche le versioni sottotitolate per persone non udenti.

La visita immersiva, della durata di circa 40 minuti, si sviluppa all’interno dell’area archeologica su un percorso di 8 tappe. Nel rispetto delle misure di prevenzione anti Covid-19, a ciascun visitatore verranno consegnati, sanificati e imbustati singolarmente, una visiera parafiato su cui poggiare il visore con auricolari stereofonici monouso. Inoltre l’ingresso è contingentato (max 7-8 persone ogni 15 minuti) e a ogni visitatore sarà misurata la temperatura con un termoscanner.

Le 8 tappe:

LA VALLE E LE ORIGINI DEL CIRCO

L’esperienza immersiva inizia con la presentazione della Valle Murcia situata tra i colli Palatino e Aventino. Luogo d’incontro e scambio tra popolazioni, nonché sede di moltissimi culti (Murcia, Cerere e Consus) celebrati con feste, gare equestri e riti propiziatori per la fertilità dei campi, fu testimone del leggendario Ratto delle Sabine. In età règia, subì alcune trasformazioni ad opera, soprattutto, dei Tarquini, gli ultimi re di Roma, che fecero costruire le prime file di sedili in legno. Con lo sviluppo della città e la maggiore importanza acquisita dalle manifestazioni pubbliche, lo spazio delle corse si arricchì di elementi funzionali come i Càrceres, ossia gli stalli di partenza dei carri, e gli spalti che si espansero gradualmente fino a dare vita a quello che diventerà il più imponente edificio di spettacoli
mai costruito.

IL CIRCO DA GIULIO CESARE A TRAIANO

Il viaggio continua con le trasformazioni del Circo dal I secolo a.C. al I secolo d.C.. I primi interventi furono operati da Giulio Cesare e da Augusto che, per la prima volta, concepirono il Circo come struttura monumentale separata dagli altri edifici della Valle, poi da tutti gli imperatori che si succedettero nel corso del I secolo d.C. Internamente era suddiviso in tre settori: quello inferiore in muratura e gli altri due in legno. La presenza di sedili in legno in gran parte delle gradinate favorì spesso il divampare di incendi devastanti, come quello del 64 d.C. che ebbe origine proprio da uno dei negozi che si trovavano nel Circo. All’inizio del
I secolo, Traiano ricostruì l’edificio interamente in muratura. A questa fase appartengono le strutture che oggi sono ancora visibili.

IL CIRCO IN ETÀ IMPERIALE

Si passa poi a vedere il Circo Massimo di età imperiale, quando raggiunse l’apice del suo splendore. L’edificio, infatti, nel corso di un lungo periodo, si arricchì di vari elementi carichi di simbologie e significati religiosi legati alle festività agrarie delle origini e al ciclo delle stagioni. Oltre alle corse dei carri, che erano gli eventi più importanti e più frequenti che si svolgevano nel Circo, era possibile anche assistere ad altri tipi di spettacolo, come le battute di caccia con animali esotici.

LA CAVEA

Il Circo presentava su un lato i Càrceres (gli stalli di partenza dei carri), mentre gli altri tre lati costituivano la Càvea, le gradinate. Gli spettatori prendevano posto in differenti settori in base alla classe sociale di appartenenza. Con la sua struttura articolata, il Circo era certamente un monumento unico nel suo genere, un’immensa macchina scenica creata per stupire.

L’ARCO DI TITO

L’imponente Arco, dedicato nell’81 d.C. dal Senato e dal Popolo romano all’imperatore Flavio per celebrare la conquista di Gerusalemme del 70 d.C., sarà visibile in tutto il suo antico splendore. Il suo attraversamento era parte fondamentale dei cortei trionfali in onore dei generali e degli imperatori vittoriosi. La processione aveva inizio dal Campo Marzio, entrava in parata nel Circo Massimo e, passando sotto l’Arco, si dirigeva al tempio di Giove Capitolino, sul Campidoglio. Simbolo di trionfo e vittoria, alto circa 20 metri e a tre fornici, l’Arco era sormontato da una grande quadriga bronzea guidata dall’imperatore.

LE BOTTEGHE (TABERNAE)

Nella fascia esterna del Circo si trovavano diverse botteghe dette tabernae molto frequentate non solo in occasione degli spettacoli. In esse si svolgevano varie attività commerciali ed era possibile trovare le merci più disparate per soddisfare ogni necessità dei visitatori.

IL CIRCO IN ETÀ MEDIEVALE E MODERNA

La penultima tappa del viaggio consentirà allo spettatore di immergersi nelle trasformazioni che interessarono l’area del Circo Massimo dal medioevo alla prima metà del Novecento. Le ultime gare nel Circo si svolsero infatti nella prima metà del VI secolo d.C., poi l’area si riempì di sedimenti e a partire dall’VIII secolo fu attraversata da diversi corsi d’acqua. Al XII secolo risale invece la costruzione della Torre della Moletta, edificio difensivo medievale. Nel ’600, le pendici del colle Aventino furono occupate dal Cimitero degli Ebrei, i cui cipressi, ancor oggi, ne indicano l’antica localizzazione. Nel 1854, la Compagnia Anglo-Romana dell’Illuminazione a Gas realizzò il primo impianto di produzione del gas per l’illuminazione pubblica. La fabbrica occupava circa due terzi
dell’area. Nei primi decenni del ’900, i Gazometri furono trasferiti e l’intera zona fu bonificata: tra il 1928 e il 1936 furono scavati, e in parte restaurati, alcuni settori dell’antico Circo, ma la presenza dell’acqua di falda non permise il completamento dell’opera. A partire dal 1936, l’area del Circo Massimo fu concessa al Partito Nazionale Fascista, che iniziò a utilizzarla come spazio espositivo, costruendovi imponenti padiglioni e realizzando anche un vero e proprio stabilimento balneare costituito da tre piscine smantellato nel 1940 a causa dell’inizio della Seconda Guerra Mondiale.

“UN GIORNO AL CIRCO”

L’ultima tappa di visita vede un’emozionante corsa di quadrighe tra urla di incitamento del pubblico e capovolgimenti di carri.

I biglietti per la visita immersiva di Circo Maximo Experience sono preacquistabili online sul sito www.circomaximoexperience.it oppure al call center 060608 (attivo tutti i giorni dalle ore 9.00 alle 19.00). Dalle ore 18.00 alle 21.00 (ultimo ingresso alle ore 20.15) nelle serate di: – 14,16, 18, 20, 22, 25, 26, 29, 30 e 31 luglio; – 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 11, 12, 13 agosto.

Intero: € 12,00
Ridotto: € 10,00*
Tariffa famiglia/ Family rate €  22,00**
Ai gruppi con minimo 10 persone si applica il ridotto. In caso di pioggia non sarà possibile fruire dell’esperienza multimediale.Circo Maximo Experience dal 14 luglio al 13 agosto 2020.

 

 

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