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Design sostenibile

16 Mar , 2015   Gallery

Tutti ne parlano, ormai il design sostenibile è presente negli echi della nostra comunicazione, ma quanti di noi sanno realmente di cosa si tratta?

Il design sostenibile viene chiamato anche eco design o design ecologico grazie al presupposto di base secondo cui qualunque oggetto che ne faccia parte è costituito da materiali non tossici, riciclati o riciclabili.

Per riconoscere un prodotto ecosostenibile non c’è dubbio che si debbano individuare le caratteristiche sopra indicate, ma è molto importante che tale prodotto nasca da un processo industriale di sintesi tra architettura, design di prodotto e urbanistica, possibile solo grazie ai processi integrati di industrializzazione che vanno dalla progettazione alla realizzazione degli oggetti finali, possibili, solo da qualche tempo a questa parte, grazie al progresso relativo all’innovazione tecnologica e alla ricerca scientifica.

Qual è l’obiettivo dell’eco design?

Ebbene, lo scopo del design ecologico è fornire a tutti noi gli oggetti e gli strumenti necessari, ma anche quelli che facilitano le nostre comodità, abitudini e passioni o sfizi, salvaguardando l’ambiente.

Com’è possibile che ciò avvenga, se per soddisfare la quotidianità ognuno di noi utilizza una serie di oggetti realizzati con materiali diversissimi e talvolta non così facilmente sostituibili?

Attraverso lo sfruttamento di processi rinnovabili, l’ambiente subisce un minore impatto, grazie all’impiego di risorse naturali come l’aria e l’acqua o il riutilizzo di sostanze già presenti in natura, ma è previsto anche il riuso di materie già prodotte in passato o di oggetti precedentemente messi sul mercato o di quelli che giacciono nelle cantine delle nostre case accumulando polvere e disordine.

Questi elementi oltre a salvaguardare il nostro ambiente suggeriscono spesso ai progettisti linee di design, innovative e curiose, assai pratiche e anche divertenti.

Fra le novità del 2014 vi sono gli oggetti stravaganti ideati da una studentessa della Design Academy di Eihdhoven, in occasione della sua tesi di laurea.

Dunque non sono solo adulti e saggi a sensibilizzarsi nei confronti dell’ecologia pur non volendo rinunciare alle proprie comodità, ma anche i giovani, che come in questo caso, propongono addirittura soluzioni apprezzabili.

Un progetto di design sostenibile

Lina-Marie Koeppen, per l’appunto, ha progettato e realizzato diverse serie di oggetti non convenzionali e morfologicamente curiosi che addirittura potrebbero definirsi misteriosi.

L’obiettivo, ha ribadito la giovane designer in più di un’intervista, consiste nel mettere in discussione il rapporto di percezione del soggetto con l’oggetto.

 

Si tratta infatti di oggetti presi dal quotidiano, che ha ripresentato in forma imperfetta e difficile da riconoscere come ad esempio la “scopa dai capelli lunghi” che consiste in un cappellino che raggruppa una serie di setole dai colori sgargianti, molto lunghe, a partire dall’impugnatura dell’oggetto sino al pavimento su cui è generalmente chiamata ad agire. La funzione rimane la medesima di una scopa tradizionale, cambiano la resa visiva e i materiali con cui viene realizzata. Qualcuno ha persino dichiarato che le setole in azione sembrino danzare.

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A quanti di noi piacerebbe essere avvantaggiati da oggetti che ci alleggeriscono simpaticamente i doveri di ogni giorno e per di più salvaguardando l’ambiente?

L’eco design è una soluzione che risponde a 360° al rispetto dell’ambiente in cui viviamo, a soddisfare le nostre esigenze pratiche di ogni giorno e a strapparci un sorriso con idee sempre nuove ed originali.

 

Fonte immagini: Design Storiesdesignboom

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