L’Emilia Romagna divide letteralmente la nostra penisola da Est a Ovest. Una regione fatta di passione, calore e produttività. L’Emilia Romagna è composta dall’unione di due storiche regioni: l’Emilia, che comprende le province di Piacenza, Parma, Reggio, Modena, Ferrara e parte della provincia di Bologna, con il capoluogo, e la Romagna, con le rimanenti province di Ravenna, Rimini, Forlì – Cesena e la parte orientale della provincia di Bologna. Emilia deriva dal nome di un console romano del II secolo a.C., Marco Emilio Lepido, che fece realizzare una strada da Rimini a Piacenza chiamata Via Emilia. Il termine Romagna, invece, viene da Romania, termine con cui i Bizantini, nel VI secolo d.C. chiamavano questa zona che un tempo faceva parte dell’impero romano. Questa regione, calda nella sua rinomata accoglienza, è distesa tra il corso del Po a nord ed i rilievi appenninici a sud. È tra le regioni più fertili del nostro paese, grazie anche all’influsso del Mar Adriatico che mitiga il clima di tutta la zona costiera. È proprio grazie al contrasto che c’è tra montagna e mare che l’Emilia Romagna offre la possibilità di un turismo diversificato.

Il famoso periodico americano Forbes, in un’editoriale dal titolo “Italy’s Greatest Gastronomic Treasure, Emilia-Romagna” firmato da David Rosengarten, ha incoronato l’Emilia Romagna come la regione “dove si mangia meglio nel mondo”. “Se chiedete ad un italiano dove si trova il cibo migliore, quasi sempre la riposta sarà ‘da mia madre’. Ma se si parla di regioni la risposta più probabile sarà ‘in Emilia Romagna’, la fantastica regione del centro-nord che si trova nella fertile valle del Po”, ha scritto il giornalista, che ha inoltre stilato un elenco dei ristoranti da non perdere: si va dall’Europa 92 di Modena, passando per “Il Cappero alle Mura” e “Zoello Ristorante” di Castelvetro di Modena, fino a “Trattoria dai Mugnai” e “Ponterosso”, entrambi a Monteveglio, Bologna. Rosengarten continua scrivendo che “quando si cerca di spiegare il fenomeno solitamente si indica lo straordinario numero di prodotti e piatti della regione tra i quali il Parmigiano Reggiano, l’aceto balsamico, il prosciutto di Parma, i tortellini e molto altro. Tuttavia dopo un recente viaggio in questo paradiso gastronomico, la sensazione è che non sia solo un gruppo specifico di prodotti a contribuire alla sua reputazione gastronomica . Anche in Emilia-Romagna, come ovunque c’è la cucina creativa: hanno un ristorante stellato Michelin di cucina molecolare, l’Osteria Francescana. Ma sul menù ci sono le tagliatelle alla bolognese. Guardando alla cucina creativa dell’Emilia-Romagna si scopre che molti piatti si basano sull’anima gastronomica della regione. La potente connessione degli chef con la loro patria non può essere abbandonata.”

A questo punto, dovendo abbinare un colore alla bellissima Emilia Romagna, la nostra scelta non poteva che cadere sul giallo, caldo come quello dei tortellini, delle tagliatelle e del parmigiano. La pasta fresca, da queste parti, è una cosa seria. La storia della pasta inizia quando l’uomo decise di abbandonare la vita da nomade. Cominciò, quindi, a lavorare la terra, seminare, raccogliere, coltivare cereali. Il grano divenne un protagonista, l’uomo lo macinò, lo impastò con l’acqua, lo spianò per poi cuocerlo su una pietra rovente e in acqua. Con l’arrivo della rivoluzione industriale le cose cambiarono. Proprio in questo periodo presero vita i primi stabilimenti alimentari. Ma in Emilia Romagna il rifiuto verso l’industria alimentare fu netto. Tutto continuava a essere fatto in casa, perfino i ristoranti di prestigio avevano la loro “sfoglina” con cui preparare tortellini e tagliatelle. La pasta fatta in casa, in questa regione, è una tradizione, un’arte tramandata di generazione in generazione, una manualità innata. Ciascuna città conserva gelosamente il rito di impastare e tirare la sfoglia, portando con sé i propri ingredienti e i propri segreti su come lavorarli. Tortellini e cappelletti, lasagne e tagliatelle, fettuccine e garganelli: l’Emilia Romagna non ha proprio rivali in fatto di pasta.

 

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