Arte

Frida Kahlo, il dolore che diventa colore

4 Lug , 2016  

Frida Kahlo è tra le pittrici più amate del ‘900, un’icona dalla personalità forte, passionale e travagliata. Selvaggia e complessa come il suo paese di origine, il Messico, intensa e crudele come la sua tormentata esistenza. Guardando le sue tele e le foto che la ritraggono, ci si rende conto di quanto Frida, fosse una donna fuori dal suo tempo: avanguardista, anticonformista, rivoluzionaria e, fin da piccola, riluttante verso ogni convenzione sociale.

Nata il 6 luglio 1907, affermava con orgoglio di essere nata nel 1910, sentendosi figlia della rivoluzione messicana. Indossava e dipingeva i colori della sua terra, autoproclamandosi simbolo del Nuovo Messico, sorto dopo la trentennale dittatura del generale Diaz.

Le opere di Frida Kahlo sono una vera e propria autobiografia pittorica. Un vortice di colori vibranti attraverso i quali l’artista mette in scena se stessa, dalla sua nascita all’allattamento, dagli aborti ai dolori fisici, dalla sua famiglia al rapporto burrascoso col marito Diego Rivera, dal forte legame con il suo paese al partito comunista. Frida non appartiene a nessuna corrente artistica: la sua arte appartiene a se stessa.

“Pensavano che anche io fossi una surrealista, ma non lo sono mai stata. Ho sempre dipinto la mia realtà, non i miei sogni“.

Frida-Kahlo

Il 17 settembre 1925, l’autobus con il quale Frida stava tornando a casa da scuola, si scontrò con un tram. Rimase gravemente ferita. In questo periodo, costretta all’immobilità, fu attratta da una scatola di colori ad olio del padre e iniziò a dipingere. Si fece costruire un baldacchino sul quale fissarono uno specchio, in modo che potesse specchiarsi e utilizzare la sua immagine come modello. Frida iniziò ad osservarsi e a mettere su tela quello che vedeva: iniziò così a dipingere se stessa. La sua anima, lacerata da quel corpo “rotto”, trovò sfogo in quelle tinte forti, fino ad esplodere in un turbinio di colori e di personaggi che senza vergogna gridavano a gran voce la loro agonia.

I colori che utilizza nei quadri sono quelli della terra: colori caldi, avvolgenti, violenti ed eccessivi. Frida ha trasformato il dolore in colore. È il rosso la tonalità che ricorre più spesso nelle sue opere: un inno alla gioia e alla vita, ma anche il colore del sangue e della morte.

Frida Kahlo dipinto

Le tonalità intense e le fantasie floreali della Kahlo sembrano rivivere anche sui suoi vestiti. Gli abiti ricoprono un tassello fondamentale nella vita della pittrice messicana. Abiti e accessori che avevano gli stessi colori dei suoi quadri e che Frida utilizzava per nascondere le malformazioni del corpo: le lunghe gonne colorate, utilizzate per nascondere la gamba paralizzata, i corsetti, che lenivano il dolore alla schiena e le scarpe, tagliate in modo da poter camminare meglio. I quadri canalizzavano il dolore del suo corpo, gli abiti lo nascondevano, trasformando la sua immagine in qualcosa di unico.

Frida non sceglieva abiti messicani qualunque, ma quelli delle società matriarcali dell’Istmo di Tehuantepec: donne famose per essere solenni, bellissime, intelligenti e coraggiose.

I colori hanno raccontato la sua difficile esistenza e il controverso rapporto con il suo corpo. I colori sono stati necessari per non imprigionare la sua sofferenza.

 

Fonte immagini 3oneseven.com 

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