Arte

I quadri viventi di Alexa Meade

9 Gen , 2017  

Alexa Meade ha un approccio completamente innovativo all’arte. Per la realizzazione dei suoi lavori fa a meno della tela: utilizza le persone e le fa diventare opere d’arte. Il corpo umano è la sua materia prima.

“Nella mie opere artistiche faccio a meno della tela, e se voglio farvi un ritratto, lo dipingo su di voi, fisicamente. Questo significa che probabilmente finirete con un orecchio pieno di colore, perché devo dipingere l’orecchio sul vostro orecchio. La persona, i vestiti, le sedie, il muro sono coperti da uno strato di pittura che imita quello che c’è immediatamente sotto, e in questo modo, sono in grado di prendere una scena tridimensionale e farla sembrare un dipinto bidimensionale. Posso fotografarlo da qualunque angolatura, sembrerà sempre in 2D. Niente Photoshop. È solo una fotografia di uno dei miei dipinti tridimensionali.”

I quadri viventi di Alexa Meade

Alexa fonde la pittura con la fotografia. Dopo aver dipinto i suoi soggetti, li fotografa e, spesso, li lascia girare per le strade tra gli sguardi increduli delle persone. Il suo è stato definito un “Trompe-l’œil al contrario”. L’improvviso movimento dei corpi, durante le sue esposizioni, disorienta l’osservatore ormai in difficoltà a capire dove finisce l’arte e inizia la realtà. L’idea nasce nel 2008 quando inizia a sperimentare questa tecnica su piante, fili d’erba e vari oggetti trovati in casa.

I quadri viventi di Alexa Meade

“Ho iniziato a coprire le cose di vernice, dagli alberi ai fili d’erba mirando ad esaltare proprio ciò che era sotto la vernice e catturarne tutte le sfaccettature.”

Poi è passata al fidanzato Federico e al suo migliore amico, Bernie.

“Pensavano volessi farlo su tela, ma quando videro il risultato rimasero sbalorditi.”

Pian piano è uscita dal suo seminterrato e si è fatta conoscere e apprezzare. Oggi realizza campagne pubblicitarie per famosi brand, come Desigual.

I quadri viventi di Alexa Meade

“Originariamente non aveva niente a che fare con le persone o la pittura. Si trattava delle ombre. Ero affascinata dall’assenza di luce, e volevo trovare un modo di darle una materialità e coglierla prima che cambiasse. Mi è venuta questa idea di dipingere ombre. Mi piaceva l’idea di nascondere in quest’ombra la mia versione dipinta, sarebbe stata quasi invisibile fino al cambio della luce, e improvvisamente la mia ombra sarebbe venuta alla luce. Non avrei potuto prevedere volendo dipingere un’ombra, che avrei estratto quest’altra dimensione, che l’avrei smontata, che avrei preso un dipinto l’avrei trasformato nel mio amico e poi riportato a un dipinto.”

I quadri viventi di Alexa Meade

Meade utilizza una particolare tipologia di vernice biologica che non provoca alcun danno alla pelle dei soggetti dipinti ed è facilmente lavabile. Ma le difficoltà non mancano:

“Quando si dipinge su tela lo si fa a temperatura ambiente, un corpo invece ha una temperatura differente e cambia a seconda dello stato d’animo, la vernice asciuga molto più velocemente”, ha spiegato Alexa.

 

Fonte immagini alexameade.com 

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