Una tradizione millenaria, nata contemporaneamente ai primi insediamenti umani. La ceramica di Orvieto rappresenta un autentico vanto per la città e per tutta l’Umbria. Tra tutte le attività artigianali tradizionali quella che rappresenta maggiormente l’Umbria nel mondo è la produzioni di terrecotte e di maioliche. L’Umbria rientra a pieno titolo in quelle poche regioni dell’Italia che vantano ben quattro centri di antica tradizione ceramica: Deruta, Gualdo Tadino, Gubbio e Orvieto. La ceramica ed Orvieto sono legati ancora oggi grazie alla presenza di botteghe e persone dedite alla produzione artistica della ceramica sia d’ispirazione classica che d’ispirazione moderna.

In epoca etrusca ha conosciuto una fase importantissima con la produzione dei buccheri. Si tratta di una ceramica a base di argille molto raffinate, lavorata al tornio e uniformemente nera poiché cotta in mezzo al carbone e in totale mancanza di ossigeno. Ma è nel medioevo che la maiolica arcaica orvietana diventa “modello” per altri centri produttivi italiani con le produzioni in bruno e verde su smalto bianco, abbellite da decorazioni a retina per il fondo e da ricche forme in cui compaiono uccelli, pesci, animali, esseri umani e bestie dalle teste umane. Nel Quattrocento i “Vascellari” – così venivano chiamati gli artigiani – introducono nuovi colori come giallo e blu cobalto e nuove tecniche di decorazione. Tra le due guerre, invece, inizia la produzione delle famose brocche con il largo beccuccio sporgente (galletto).

La splendida città di Orvieto è caratterizzata da strati di tufo e tantissimi pozzi, grotte, butti e cavità sotterranee. In queste cavità sono stati ritrovati molti oggetti realizzati in ceramica come piatti, bicchieri, anfore, vasi, tazze, perché durante l’epidemia di peste che colpì la città nel 1348, gli abitanti decisero di buttare tutto per paura che fossero infetti. La riscoperta della maiolica arcaica, influenzata soprattutto dai ritrovamenti di epoca medievale estratti da questi “butti”, fornì le basi e gli incentivi per il ritorno della produzione ceramica che si concretizzò con la rielaborazione di forme e decorazioni antiche adattate alla nuova produzione artigianale locale.

A Orvieto troviamo il “Museo delle Maioliche Medioevali e Rinascimentali Orvietane”, sito in Via della Cava n.8, un punto d’incontro tra Archeologia Medievale e Archeologia Industriale, dove si possono anche ammirare importanti oggetti del periodo. Il Museo è particolarmente suggestivo, perché è quasi interamente scavato nella roccia tufacea, e ospita al suo interno l’unica fornace del Quattrocento per la cottura di maioliche ancora intatta. Una ricca testimonianza del passato di Orvieto e della grande tradizione nella lavorazione della ceramica. La struttura è formata prevalentemente dagli scarti di due fornaci operanti in via della Cava dalla seconda metà del Trecento fino a oltre la metà del Cinquecento ed arricchita con acquisizioni di maioliche aventi legami con le due fornaci, la collezione deve la sua straordinarietà all’aver ricondotto alla città di Orvieto produzioni che si ritenevano non autoctone.

 

 

 

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