Fuori dal comune! È questo il primo commento che salta alla mente guardando le opere di Ronit Baranga, artista israeliana, laureata in psicologia e letteratura ebraica all’Università di Haifa e in storia dell’arte all’Università di Tel-Aviv.

Le sue sculture in ceramica inquietanti, ma anche ipnotiche, misteriose, nascondono una forte sensualità. Dita e bocche umane, maschere bianche, volti nascosti: l’immagine delle sue creazioni è forte e cerca un impatto dirompente con l’osservatore. Tazze, piatti e vasi sembrano decidere se e come farsi usare. Attrazione e repulsione vanno di pari passo quando si osservano le sculture in ceramica firmate Baranga.

“Mi piacerebbe che chiunque vedesse il mio lavoro sentisse qualcosa – ciò che sentono non è rilevante per me, a condizione che sentano qualcosa. Spero che i sentimenti inducano gli spettatori a pensare alle idee che stanno dietro al mio lavoro”.

Dita, bocche e lingue sembrano prendere vita e trasmettere una forza erotica che ha voglia di sottolineare il legame fra cibo e sesso, due aspetti strettamente collegati fra loro. L’artista crea con l’intento di rompere le regole della ceramica, introducendo un nuovo rapporto tra ceramica e scultura. Il suo lavoro stravolge, tra dadaismo e surrealismo, oggetti d’uso comune e utilizza materiale in buona parte pensato per la casa. L’effetto prodotto è sorprendente e divertente.

Il set da tavola “Untitled Feast”, questo il nome della linea, è stato esposto a Dismaland, lo sconcertante parco del non-divertimento creato dallo street artist Banksy, nell’ambito di una mostra d’arte internazionale con più di cinquanta artisti provenienti da diciasette nazioni.

 

Ronit Baranga – Sito ufficiale 

 

 

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