Arte della ceramica

La ceramica nei luoghi di culto

6 Apr , 2015  

Ma quanta ceramica ci gira intorno ogni volta che mettiamo il naso fuori di casa? 

In quante forme diverse e poi ancora con quante possibilità di espressione e funzioni?

La risposta è molto semplice: un’infinità!

La ceramica nasce da una materia prima di facilissimo reperimento in quanto viene elaborata dall’argilla che si estrae naturalmente dal terreno e per questo la sua occupazione nei secoli è stata di largo consumo.

Diverse sono le culture popolari, le correnti artistiche e persino le comunità religiose che ne hanno fatto uso.

È stupefacente come, proprio in ambito sacro, diverse comunità religiose hanno impiegato la ceramica per decorare le facciate dei propri luoghi di culto dalle chiese per la religione cristiana, alle moschee per i Musulmani e così via.

Si pensi ai rivestimenti delle basiliche Aquilane in Abruzzo o alla Moschea del venerdì di Herat in Afghanistan (immagine di copertina) decorata con le piastrelle in maiolica.

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Basilica di Santa Maria di Collemaggio, L’Aquila

 

Due parti del mondo così distanti fra loro e così ravvicinate da una cultura che è intrinseca in uno dei materiali più antico della storia.

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Andrea della Robbia, Madonna della Cintola, 1500 circa, Liebieghaus

Ma la ceramica nei luoghi di culto non si ferma alla decorazione delle facciate dei propri tempi senza limiti di definizione religiosa, ma viene impiegata nel tempo anche per la realizzazione di bassorilievi, statue votive e raffigurazioni di fede.

A legare la tradizione della ceramica alla spiritualità sono grandi artisti come Andrea della Robbia, di cui è particolarmente noto il bassorilievo del 1500 circa: Madonna della Cintola.

Tuttavia non sono solo le religioni sacre a sfruttare nel tempo la ceramica come materiale per configurare il proprio pensiero e la propria devozione, bensì anche quelle pagane.

Avete presente quei figurini rossastri un po’ tondetti, ben decorati, che tanto ricordano la tradizione messicana?

Messico occidentale, Nayarit meridionale, figura di guerriero con bastone (III secolo a.C.-IV secolo d.C.)
Messico occidentale, Nayarit meridionale, figura di guerriero con bastone (III secolo a.C.-IV secolo d.C.)

Ebbene sì, quelle statuette rappresentano icone di un credo tipico delle regioni occidentali del Messico.

Fra le figure più ricorrenti vi sono i guerrieri con varie armi in mano: il bastone o lo scudo ad esempio, per simboleggiare la capacità di difendersi dalle avversità della vita e dalle complesse consuetudini della quotidianità, ma vi è testimonianza anche di valori naturalistici come la fertilità della terra simboleggiata da ridondanti grappoli d’uva e foglie di vite.

A tutte queste manifestazioni di devozione e perseveranza spirituale, religiosa e pagana, non può mancare la cultura greca.

Quanti sono i piatti che riportano icone di dei e dee greci che abbiamo visto in tutti i musei del mondo?

Al Louvre, ad esempio, è esposto Il festino di Apaturia del 480 a. C., una delle massime testimonianze rimaste intatte di una cultura straordinaria, come quella della Grecia antica, che la maggior parte delle sue realizzazioni ha scelto di plasmarle in ceramica.

 

Grecia, Attica, Pittore di Trittolemo, kylix a figure rosse con il Festino di Apaturia (480 a.C. circa), Louvre
Grecia, Attica, Pittore di Trittolemo, kylix a figure rosse con il Festino di Apaturia (480 a.C. circa), Louvre

 

Immagine di copertina: elisabetta2005
Fonte immagini: wikipedia

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