La magia della visione – Intervista a Nico Caradonna
Nico Caradonna, noto al pubblico come “Ottico del web”, è uno specialista in Riabilitazione Visiva ed Ipovisione; profondo conoscitore del mondo degli occhiali di alto design, affianca a questo la passione per la visione e le emozioni che questa può suscitare.
Lo abbiamo intervistato per farci spiegare da lui quante cose si celino dietro all’apparentemente semplice atto del “vedere”. 
La visione è alla base del tuo lavoro: intesa non solo come l’atto fisico del vedere, ma come quello più psicologico del percepire.
A questo proposito, parliamo di percezione del colore: sai spiegarci meglio come avviene?
La percezione del colore è stato forse uno dei temi che più hanno affascinato studiosi di varie discipline nei secoli scorsi! Basti pensare alle varie teorie elaborate da Young, Helmholtz, Goethe, Shopenhauer, ed altri ancora. La nostra capacità di vedere il colore di un oggetto deriva da un processo articolato: un raggio luminoso interagisce con la superficie di un oggetto, questa può trattenere alcune frequenze luminose e rifletterne altre. La luce riflessa dalle superfici stimola i recettori disposti nella retina, sensibili a 3 lunghezze d’onda che corrispondono ai 3 colori fondamentali. Tali impulsi vengono poi convertiti in “colori” da complesse elaborazioni neuronali che avvengono nel nostro sistema nervoso. A me piace sottolineare, quindi, la caratteristica “creativa” del nostro sistema percettivo, già intrinseca nelle basi scientifiche della visione. 
Spesso parli di colore ed emozione: ci puoi dire qualcosa di più sulla “teoria cromatica delle emozioni”? Quanto il colore influenza il nostro sentire e viceversa?
 
La percezione del colore, è legata da un doppio fil rouge alla nostra anima: da una parte, infatti, è la nostra empatia con il colore di un oggetto a suscitare emozioni correlate; dall’altra avviene il contrario: quali esseri straordinari, noi uomini possiamo essere influenzati – sin nel profondo – dalla vista di un tono di verde o di giallo! 
Come si applica la psicologia del colore a coloro che hanno difficoltà nel riconoscerli? Le emozioni trasmesse sono le stesse o secondo te non avvengono le stesse reazioni?
 
Il colore conquista, trasporta, rievoca immagini che talvolta sono lontane nei ricordi di ognuno di noi o addirittura si trovano in qualche posto inconscio: per questo l’attenzione che ormai il marketing dedica alle caratteristiche cromatiche dei prodotti ha raggiunto livelli altissimi. In quest’ottica, coloro i quali presentano variazioni anatomico-funzionali dell’apparato della vista non possono sperimentare un’esperienza del tutto sovrapponibile a quella degli altri. Il fruitore in questi casi è, a mio avviso,  privilegiato in quanto presenterà le altre “percezioni aumentate”, in seguito alla maggiore capacità di saper raccogliere stimoli attraverso gli altri canali sensoriali e quindi gli altri quattro sensi. In questi casi la psicologia del prodotto dovrà solo vertere verso una sua applicazione nuova che faccia uso di stimoli verbali, tattili, olfattivi… volti ad evocare, nel cliente speciale, immagini “colorate” dal ricordo o dalla fantasia.
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Il tuo studio sugli aspetti della visione si è esteso a 360°: dalla psiche al prodotto occhiale.
Come nasce la tua collezione di occhiali? Come scegli i materiali, le finiture e cosa ti colpisce maggiormente?
 
Vivo la mia professione a tutto tondo perché sono fermamente convinto dell’unicità dell’Uomo. Ognuno di noi ha una storia, un vissuto affettivo, una percezione diversa dell’esistenza stessa. Ogni uomo ha caratteristiche ereditate geneticamente ed altre che sono il frutto delle interazioni con l’ambiente; in pratica, siamo tutti unici ed irripetibili. Per questo ritengo che proporre soluzioni visive sia come costruire un abito su misura. 
I “miei” occhiali sono frutto della mia personale selezione tra centinaia di progetti, materiali, idee e innovazioni tecnologiche che si affollano ad una velocità sempre crescente sulla scena del mercato dell’ottica. Se di un progetto condivido il razionale, la filosofia, l’obiettivo… se riesco a sentire vibrazioni accordate dall’idea che ha mosso una realizzazione, industriale o artigianale che sia, allora scaturisce in me la voglia di credere in quel “brand” e di proporlo ai miei amici e clienti. Spesso sperimento personalmente prima di vendere un prodotto, in particolare i prodotti che nascono da startup. 
La magia della visione - Intervista a Nico Caradonna 
A proposito di gusti, come ho scritto più volte sul mio blog, ho una forte passione per alcuni progetti giapponesi e per il nostro “Made in Italy”. Adoro toccare i materiali e scoprire dettagli nascosti delle lavorazioni artigianali. Tra i materiali naturali ho potuto apprezzare le straordinarie proprietà del legno, del corno, del titanio ma anche tra quelli di sintesi ci sono polimeri fantastici (come la famosa celluloide) con proprietà inimmaginabili! Siamo nel terzo millennio, ormai gli occhiali spesso non hanno più viti e sono vere opere di design e come tali vanno spiegate e raccontate in base alle più personali esigenze.
Fonte immagini: Nico Caradonna

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