Arte

La riscoperta della meraviglia: le sculture aeree di Janet Echelman

7 Mar , 2016  

La riscoperta della meraviglia: le sculture aeree di Janet Echelman

Janet Echelman è un’artista nordamericana, con un percorso professionale molto particolare.
Originariamente formatasi come pittrice, prevalentemente da autodidatta a causa del rifiuto delle sue domande di ammissione a numerose scuole d’arte, darà una svolta alla sua carriera artistica grazie ad un evento apparentemente sfortunato.
Giunta in India per un progetto espositivo delle sue tele, infatti, queste non hanno mai raggiunto la destinazione prevista: probabilmente rubate, o semplicemente disperse.
Janet Echelman ha così tentato di realizzare delle sculture, finché, osservando i pescatori al lavoro durante una delle sue tante passeggiate, ha realizzato che le reti da pesca potevano rivelarsi un materiale dalle grandi potenzialità.

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Grazie alla loro leggerezza e voluttuosità, si prestavano alla realizzazione di sculture leggere, fluttuanti e multiformi. Trovate il racconto intero della sua storia artistica qui.
Quell’intuizione decretò il successo dell’artista. Da quel momento, grazie a diversi progetti sfidanti che le sono stati proposti, Janet realizzerà nuove sculture, con materiali via via più sofisticati, spostandosi dall’iniziale artigianalità delle sue opere verso materiali tecnologicamente avanzati che le hanno permesso di realizzare opere non più temporanee, ma permanenti e resistenti ai diversi fattori atmosferici.
La prima di queste sculture, realizzata attraverso la collaborazione con un team di ingegneri e che rappresenta il punto di svolta dall’effimero al permanente, è l’installazione She Changes, realizzata a Porto su commissione. L’opera ha richiesto anni di lavoro, ma ha permesso all’artista di comprendere verso quale direzione orientare il suo lavoro, spingendosi sempre oltre il limite della tecnologia disponibile in quel momento.

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Le sue opere assumeranno infatti non solo forme sempre più complesse, mantenendo una struttura ed una forma di base e, allo stesso tempo, la loro peculiarità di fluttuare e modificarsi con le correnti; ma prevedranno anche l’interazione con il pubblico e l’introduzione di nuovi elementi, come ad esempio la colorata nebbia artificiale utilizzata nell’installazione permanente Pulse, a Philadelphia.

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Le opere di Janet Echelman ci invitano alla meraviglia, al lasciarci stupire dalla mutevolezza di ciò che ci circonda, osservando sempre tutto con occhi nuovi.

Fonte immagini: Janet Echelman

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