Colore

La storia dei colori

15 Feb , 2016  

La storia dei colori

I colori sono nati come li conosciamo oggi? Quali significati hanno assunto nella storia e nelle diverse civiltà?

Abbiamo provato a ricostruire la storia di alcuni colori e a ripercorrere la loro comparsa nelle opere d’arte, nonché dei diversi significati che hanno assunto nel tempo.

Il colore blu, ad esempio, veniva usato raramente nel passato; facendo attenzione infatti ai dipinti risalenti sino all’Alto Medioevo, si nota che questo colore è quasi assente, persino nelle rappresentazioni del cielo, per il quale veniva utilizzato prevalentemente l’oro o il bianco. Questo si deve agli alti costi per ottenere questa tonalità o a motivi culturali: nella civiltà romana, questo colore veniva associato alle vesti dei barbari, per cui generalmente non utilizzato. Inoltre, poiché per ricavarlo occorreva macinare pietre più o meno preziose, quali i lapislazzuli, questo colore era riservato unicamente alla realizzazione di opere per facoltosi committenti. Spesso veniva sostituito dalla più economica azzurrite, ottenuta da impasti meno nobili, che però non offriva la stessa brillantezza di colore.

La storia dei colori La storia dei colori

Il giallo, generalmente, è sempre stato associato a simbologie positive: espressione di luce, divinità e abbondanza, specialmente nella sua variante più preziosa, il color oro. Prevalentemente ricavato da elementi di origine minerale, quali le ocre, è stato sempre utilizzato nelle diverse civiltà, per rappresentare potere, divinità e vita.

Il colore rosso è invece uno dei più antichi utilizzati dall’uomo: basti pensare ai disegni preistorici, in cui spesso troviamo tracce di incisioni realizzate utilizzando questo colore. Ottenuto inizialmente da ocre ferrose, si scoprì l’estrazione della porpora dalle murex, i murici, utilizzati prima dai cretesi, poi dai fenici e infine diventati indispensabili per i Romani, che utilizzavano la porpora per le loro vesti ma anche per la realizzazione di affreschi. Il colore viene associato al sangue, al fuoco, al vino: non stupisce quindi che si stato utilizzato spesso per indicare abbondanza e prosperità.

La storia dei colori La storia dei colori

Infine, non si possono non menzionare i due colori più importanti: il bianco e il nero.

Il bianco è il colore della purezza per antonomasia e possiamo riscontrarlo facilmente nell’arte: basta pensare alle vesti delle divinità o agli angeli, sempre rappresentati candidi e immacolati. In alcune culture tuttavia il bianco rappresenta il vuoto, l’assenza e, per queste ragioni, è spesso un colore luttuoso; questo si verifica soprattutto in Oriente, in totale opposizione alla cultura occidentale dove il lutto è associato all’ombra, al buio e all’ignoto: conseguentemente, al colore nero. Questo, associato anticamente al mistero, poiché oscuro, è poi diventato un colore che rappresenta autorevolezza e fermezza: pensiamo ad esempio alle toghe dei magistrati o, più semplicemente, agli abiti formali.

Questi due colori sono quindi quelli più ambivalenti, la cui interpretazione varia a seconda del contesto socio-culturale e storico, probabilmente proprio a causa della loro assolutezza e al loro essere così agli estremi.

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