Abbiamo deciso di accompagnarvi in un piccolo grande viaggio alla scoperta delle “scuoleitaliane della ceramica. Analizzeremo e scopriremo la storia di alcune delle regioni italiane che si sono contraddistinte nel tempo per la loro grande maestria nell’arte della ceramica. In questo primo appuntamento andremo in Piemonte, Veneto e Toscana.

I principali centri per la lavorazione delle ceramiche in Piemonte sono sicuramente Mondovì e Castellamonte. Fin dall’ ‘800, Mondovì è celebre per la produzione della cosiddetta “Vecchia Mondovì“, una serie di oggetti in ceramica d’uso quotidiano sui quali vengono sapientemente raffigurati paesaggi, frutti, fiori, ma anche decorazioni geometriche e animali domestici. Le tecniche utilizzate vanno dalla Nériage, con la quale si ottengono effetti policromi impastando argille differenti, a quelle più moderne che prevedono l’uso dell’aerografo, della decalcomania e dei timbri. Ancora oggi Mondovì non dimentica la sua importante storia nell’arte della ceramica e il Museo della Ceramica di Mondovì, collocato nel settecentesco Palazzo Fauzone di Germagnano, ne è la prova. Ospita l’allestimento permanente delle collezioni ceramiche distribuite nelle diciassette sale dei piani nobili del Palazzo. Sono esposti oltre seicento pezzi ceramici distribuiti su quasi seicento metri quadrati; duemila pezzi sono poi custoditi nei depositi visitabili, destinati a studiosi, collezionisti, cultori della materia. A rendere famosa Castellamonte fin dall’Ottocento, invece, è stata la produzione di stufe, comignoli e decorazioni parietali realizzate con la tipica terracotta rossa locale.

Impruneta, Montelupo Fiorentino e Sesto Fiorentino sono i centri nevralgici della ceramica nella bellissima e accogliente Toscana. Impruneta, famosa per la sua produzione di ceramica di altissima qualità, ha iniziato a diffondere la sua arte fin dall’epoca rinascimentale. All’epoca, questo tipo di manufatti, rappresentavano una delle principali attività artistiche dei maestri “fornaciai”, aiutati anche dalla strategica posizione di Impruneta, situata sulle vie commerciali che da Arezzo conducono a Firenze. A pochi chilometri da Firenze troviamo Montelupo Fiorentino, uno dei centri più attivi dal Rinascimento, sia nella produzione di suppellettili quotidiane che di generi di lusso. I maestri artigiani erano fortemente ispirati dalle produzioni arabe provenienti dalla Spagna. Realizzavano meravigliosi oggetti caratterizzati da motivi rinascimentali, fiori gotici e con l’occhio della penna di pavone o la palmetta persiana. Finiamo il nostro viaggio in Toscana a Sesto Fiorentino, collocato lungo la via Cassia. Sesto Fiorentino è la patria della celebre manifattura Ginori, fondata nel lontano 1737, a cui la direzione di Giò Ponti diede un ‘impronta decisamente innovativa.

Nove e Bassano, tre secoli di storia per queste due città del Veneto. I fattori che sin dal XVII secolo hanno favorito la nascita e lo sviluppo dell’arte della ceramica a Bassano e Nove sono sicuramente diversi: la presenza nel sottosuolo di argilla plastica, saldame e caolino e la possibilità di sfruttare il fiume Brenta per trasportare i prodotti finiti e il legname per i forni e per azionare, con la sua forza idraulica, i mulini, in modo da poter miscelare con facilità gli impasti e macinare i ciottoli reperiti nel fiume stesso. Nel XVII° secolo, la crescente richiesta in Europa delle porcellane cinesi, indusse i ceramisti olandesi a imitarne la lavorazione invadendo anche i mercati della Serenissima. Il Senato veneziano, per difendersi, nel 1728 cercò di aiutare la produzione interna con numerose agevolazioni fiscali.

 

Commenti

commenti