Il Lazio è una regione prevalentemente collinare. Il suo territorio, estremamente variegato, si estende tra gli Appennini e il mar Tirreno, le pianure si trovano in prossimità dei litorali costieri. Ci troviamo di fronte a una miscela esplosiva di bellezza. Possiamo identificare paesaggisticamente almeno quattro aree: Viterbo e la Tuscia, i paesi intorno a Roma e alla costa sud fino al Circeo, la Ciociaria e la Sabina. Attraversando questa regione si ha l’impressione di visitare regioni diverse, ognuna con le sue caratteristiche.

Il suo patrimonio artistico-culturale è infinito. Un misto di cultura millenaria, religiosità cristiana e pagana che unito al patrimonio paesaggistico fa di questa regione una delle mete turistiche di richiamo per il turismo internazionale. Da non dimenticare che, oltre alla capitale, nel territorio della regione è compresa Città del Vaticano, culla della Cristianità. Parlare delle molteplici perle contenute all’interno di questa regione è praticamente impossibile. Ma oggi vogliamo concentrarci sula gastronomia laziale, perché è da qui che partiremo per capire quale colore abbinare a questa fantastica regione italiana. Cominciamo col dire che l’origine della gastronomia laziale è popolare. Tra i piatti tipici, che tutto il resto del paese ormai conosce e cucina, troviamo i famosi bucatini all’amatriciana e alla carbonara. Fra i dolci, invece, immancabili sono i maccheroni alle noci e la torta di Pasqua. Per quanto riguarda i vini nel Lazio si producono ben 24 vini DOC, tra questi il Frascati superiore D.O.C. e l’Est! Est! Est! di Montefiascone D.O.C.

Ma quale prodotto abbiamo scelto per decretare il colore della regione Lazio? Ci siamo lasciati affascinare dai riflessi viola del carciofo romano. La cucina romana di tradizione contadina ha una lunga storia che è arrivata fino ai giorni nostri conservando i sapori semplici del passato. Tra i piatti della tradizione romanesca troviamo proprio il carciofo alla romana, ortaggio conosciuto fin dall’antichità. Importanti sono le proprietà benefiche e medicinali che questo prodotto è in grado di regalare: contiene potassio, ferro, magnesio ed è ricchissimo di fibre. Non a caso viene consigliato a chi ha problemi di ipertensione e, da non sottovalutare, ha un basso contenuto calorico. La tipologia di carciofo coltivato nelle campagne laziali è particolarmente morbido e priva di spine. Questa varietà prende il nome di “mammola” (o anche “cimarolo”) ed è protetto da marchio IGP che attesta la qualità e l’originalità del prodotto. Nei carciofi alla romana, il carciofo è cotto intero. Grande, e molto versatile in cucina, è caratterizzato dal colore verde e da molteplici sfumature viola. Ma come bisogna cucinare i carciofi alla romana? Di seguito troverete la ricetta originale pubblicata da cookist.it.

  • Per preparare i carciofi alla romana, come prima cosa, lavate e tritate il prezzemolo e la mentuccia.
  • In una ciotola unite alle erbette tritate l’aglio (anch’esso tritato) due cucchiai di olio evo, il sale e mischiate bene il tutto.
  • Fatto questo iniziate a pulire i carciofi.
Togliete le foglie esterne più scure e dure, senza preoccuparvi che il carciofo si riduca molto di volume. Dopodiché tagliate la punta del carciofo.
  • A questo punto dovete pulire il gambo. Tagliatelo a un paio di centimetri dalla base del carciofo e tenetelo da parte. Togliete tutta la parte verde scura e zigrinata che circonda il cuore tenero interno al gambo.
  • Dopo aver pulito il tutto lavate teste e gambi, asciugateli leggermente e passatevi sopra del limone, il succo – infatti – impedirà ai carciofi di annerire durante la cottura.
  • Aprite leggermente le teste per far posto al condimento, salatele sia internamente che esternamente e inserite il trito di erbe non solo nel centro, ma anche tra le varie foglie.
  • È fondamentale, per la riuscita del piatto, che i carciofi vengano poi cotti in un tegame a bordi alti a testa in giù, uno stretto accanto all’altro. Questo farà si che gli stessi – cuocendo – non si allarghino. Inseriteli quindi in una pentola con 16 cucchiai di olio evo, e un dito di acqua (che coprirà i carciofi per circa un centimetro), mettete anche i gambi tagliati a pezzetti e chiudete con il coperchio.
  • Fate andare a fuoco molto basso per 25 minuti circa o comunque fino a quando tutta l’acqua sarà stata assorbita, cercando di alzare il coperchio per controllare la cottura il meno possibile. C’è anche chi cucina i carciofi alla romana nella pentola a pressione: grazie al vapore che si sprigionerà, infatti, ci sarà una cottura diversa che consentirà di mantenere le sostanze nutritive.

 

 

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