L’artista francese Patrick Commecy, in collaborazione con la squadra A-Fresco, di cui è l’art director, regala un nuovo volto alle tristi facciate degli edifici cittadini. I palazzi si animano raffigurando scene di vita quotidiana, film e celebri attori, personaggi della storia, della letteratura e del teatro. Non mancano raffigurazioni di lavandaie, cavalieri, musicisti, panettieri, giornalai, postini, operai e bambini o, altre volte, di persone che un tempo abitavano quei palazzi, persone vicine alla gente che vive nel quartiere. Le raffigurazioni di Patrick Commency sono opere di straordinaria bellezza e ricchezza per il patrimonio architettonico del luogo che vede rispettati la sua storia, la sua tradizione e i suoi costumi.

I lavori vengono commissionati sia da enti pubblici che da privati, proprietari dei palazzi. Patrick Commecy lavora principalmente nella sua Francia, ma ha dato vita a murales anche in giro per il mondo. Il suo team è composto da collaboratori di numero variabile, da due fino a trenta persone, a seconda della complessità dell’opera.

Lo stile retrò e romanticamente folkloristico assieme all’utilizzo deciso del trompe-l’oeil fanno dei suoi murales delle opere uniche e riconoscibili dal grande pubblico. Imponenti e ricche si stagliano contro gli osservatori per la loro monumentalità ma anche per i loro dettagli. Sono infatti proprio i dettagli di queste opere a stupire lo spettatore, dettagli che prendono vita e che regalano al murales una tangibilità tipica del mondo reale. L’artista ha decorato alcune delle più importanti strade di Cannes e Montpellier: «Pratico il mestiere più antico del mondo in tutti i tempi, in tutte le civiltà, gli uomini hanno dipinto in quel modo. Io uso la pittura come un mezzo di comunicazione urbana».

Patrick Commecy è un’iper-realista: dipinge porte, finestre, personaggi. La sue opere sono un tributo alla quotidianità, alla semplicità, alle persone. Sui balconi trompe l’oeil si affacciano immaginari inquilini, impegnati a chiacchierare, ad annaffiare i fiori sui loro balconi popolati da animali, mentre salutano passanti e pensano ai lavori da fare in casa. I lavori di Patrick Commecy raccontano la vita, quella vera. I suoi murales non si limitano ad abbellire a scopo turistico i centri cittadini, ma vivacizzano intere aree industriali ingrigite dall’abbandono, vicoli ciechi, mura perimetrali, finestre murate.

L’iperrealismo delle sue pitture murali si deve a un sapiente uso delle prospettive, delle luci e delle ombre, che apportano un effetto tridimensionale alle immagini, perfettamente integrate all’ambiente circostante. Le sue opere viaggiano tra realtà e fantasia e spiazzando i passanti ammirati.

 

 

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