Moda

Missoni, l’uomo del colore

29 Mag , 2017  

Ottavio Missoni, punta di diamante del Made in Italy, è stato un vero maestro del colore e dei materiali. L’originalità e la riconoscibilità delle sue creazioni lo hanno consacrato icona di stile. In famiglia raccontano di quando Diana Vreeland, potente e temuta direttore di Vogue America, vide la collezione e urlò “Ma allora il colore esiste!”. Poi li invitò negli Usa a farsi conoscere. Le intuizioni di questo uomo, gentile e caparbio, hanno segnato la storia del costume in modo indelebile. Quella di Ottavio Missoni è stata una vita affascinate, unica e inimitabile come le sue creazioni. Balthus lo definì “Maestro del colore”.

Missoni realizzò tinte esclusive insieme ai cosiddetti “punti impazziti” (“Put together”, così li chiamavano gli americani), che diedero vita ai celebri maglioni a zig zag e patchwork a righe greche che da allora nel mondo sono riconosciuti come “maglia Missoni”. Amava ricordare di non avere interesse per la moda e di non capirne nulla. Nonostante questo fu grazie a lui che la maglieria divenne arte. Si considerava “solo” un artigiano che portava nel mondo le sfumature della sua terra perduta, la Dalmazia. Il brand Missoni si è affacciò al mondo della moda in punta di piedi portando una ventata innovativa di creatività, soprattutto legata all’uso psichedelico dei colori. Erano gli anni ’70 e il New York Times scrisse: “I Missoni fanno la migliore maglieria del mondo e, secondo alcuni, la moda più bella del mondo“. Le invenzioni grafiche, le tecniche e l’attenzione per forme, tessuti e colori hanno reso Missoni una maison inimitabile. Le loro creazioni sono state, fin dagli inizi, frutto di geniali giochi di tinte e geometrie, autentiche esplosioni cromatiche capaci di coniugare moda e arte. Un caleidoscopio di nuance e preziose texture.

Ottavio Missoni attribuiva al caso il merito di tutto: ”La vita è una sequela di fatti, alcuni belli, altri meno. A me affascina la casualità di questi fatti. Se penso di essere sposato da 57 anni con una donna che ho conosciuto sotto la statua di Cupido in Trafalgar Square, penso che il caso sia una cosa meravigliosa.” Nato nel 1921 a Ragusa di Almazia, Ottavio passò la giovinezza a Zara. Lasciò la Croazia giovanissimo per diventare atleta. Quando la guerra interruppe la sua carriera sportiva si ritrovò in Africa e, nella confusione dei combattimenti, venne fatto prigioniero dagli inglesi e restò in Egitto ospite di Sua Maestà Britannica per quattro anni. È stato campione di atletica nei 400 metri piani e a ostacoli: ha indossato 23 volte la maglia azzurra, conquistato 8 titoli italiani e l’oro ai mondiali studenteschi nel 1939. Quando riprese le competizioni arrivò sesto alle Olimpiadi del 1948 di Londra e quarto agli europei del 1950, ma a quel punto aveva già conosciuto Rosita e iniziato una piccola produzione di indumenti sportivi. Rosita disegnava i vestiti e preparava le confezioni. Ottavio viaggiava con il campionario per presentarlo ai negozianti, affezionati al nero, cercando di convincerli a comprare i suoi estrosi tessuti colorati. Fu l’inizio di quell’attività che li porterà sulle vette della moda e nei maggiori musei del mondo. Nel 1954 arrivò il loro primo figlio, Vittorio, seguirono Luca e Angela. All’inizio degli anni ’60 gli abiti di Missoni iniziarono ad apparire sulle riviste di moda. Due anni più’ tardi, la macchina da cucito Rachel, nata per la lavorazione degli scialli, venne utilizzata per la prima volta per la creazione di vestiti. Il salto avvenne nel 1958, quando la Rinascente commissionò ai Missoni 500 abiti a righe. Il resto è storia.

Ottavio Missoni è morto all’età di 92 anni. Ora a guidare l’azienda sono rimasti i figli Angela e Luca. Vittorio è scomparso durante un viaggio ai Caraibi al largo delle isole venezuelane di Los Roques (gennaio 2013).

 

 

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