Forse non tutti lo sanno, ma Pablo Picasso (Málaga, 1881 – Mougins, 1973) è stato un grande appassionato di ceramica. È arrivato tardi a questa passione, precisamente durante l’estate del 1946. Soggiornava ad Antibes e per la prima volta decise di recarsi a Vallauris, un borgo della Costa Azzurra celebre per la sua produzione ceramica.

Dopo aver visitato la fabbrica di ceramiche Madoura, iniziò a mettere su carta qualche idea. L’incontro con Suzanne e Georges Ramié, proprietari della manifattura, fu decisivo. Era andato a trovarli nel loro laboratorio e aveva già cercato di realizzare alcune figure. Con i Ramié inziò imparare le varie tecniche di lavoro, soprattutto grazie all’aiuto dell’artista Jules Agard (Grans, 1871 – 1943). All’inizio del secolo aveva già avuto modo di entrare in contatto con questa tecnica a Parigi nella bottega del suo amico lo scultore e ceramista, Paco Durrio, ma è a Vallauris che ha inizio il suo percorso di ricerca.

Picasso rimase fino al 1954 nel sud della Francia, lavorando regolarmente nel laboratorio di Madoura, buttandosi a capofitto alla scoperta di questo nuovo materiale con grande dedizione e completamente affascinato dalla plasticità della terra e dal suo processo di cottura. Ed è in questo periodo che incontrerà la seconda moglie Jacqueline Roque, conosciuta proprio a Vallauris nel 1951.

Pablo Picasso è riuscito a produrre oltre 4000 pezzi. L’artista ha sperimentato creando e decorando vasi, piatti, bottiglie e pentole dai colori, forme e decorazione più svariate, senza mai abbandonare i motivi caratteristici della sua produzione pittorica. Picasso si è dedicato così alla realizzazione di oggetti su scala minore, in modo da creare opere più accessibili. Picasso inserisce nei suoi lavori frammenti di pentole, materiali di fornaciata, mattoni rotti e crea le paste bianche, ceramiche non smaltate, decorate con elementi in rilievo.

I soggetti scelti ricadono nel suo repertorio iconografico: centauri, colombe, capre, figure femminili e maschili, scene di tauromachia, maschere, cavalli. Picasso è orgoglioso del fatto che i suoi piatti possano essere utilizzati per “ mangiarci dentro”. Per questo decide di produrre in più esemplari alcuni dei suoi lavori ed è per questo che nasce fin dagli anni ’50 un nuovo collezionismo delle ceramiche firmate Picasso vendute a prezzi accessibili.

 

 

 

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