Un’esperienza nuova, straordinaria, che mostra Pompei in maniera spettacolare e suggestiva. Parliamo di Pompei, mostra allestita al Grand Palais di Parigi fino al 27 settembre 2020 e curata da Massimo Osanna, direttore del Parco archeologico di Pompei e da poco nominato Direttore Generale dei Musei del Mibact. L’evento nasce grazie alla preziosa collaborazione con il Parco archeologico di Pompei e con la società Gedeon Programmes, leader francese nel settore dei documentari archeologici e del patrimonio, che utilizzando tecnologie d’avanguardia e realizzano ricostruzioni in 3D con estrema precisione.

Attraverso l’impiego di dispositivi multimediali e alla realizzazione di un percorso digitale immersivo sarà possibile vedere la città di Pompei prima e dopo la devastante eruzione del 79 d.C. E conoscere da vicino le diverse campagne archeologiche che si sono succedute dall’Ottocento fino ai nostri giorni. La mostra è divisa in quattro interessanti sezioni. La prima ricostruisce la vita quotidiana che si svolgeva nelle strade di Pompei, attraverso ricostruzioni in 3D e riprese ottenute grazie ai droni. L’esperienza digitale permetterà di riascoltare i rumori della città e delle musiche originali trasporteranno il visitatore nel cuore di Pompei, dandogli l’impressione di partecipare alla vita frenetica del centro cittadino. La seconda racconta l’eruzione e la cronologia del disastro. La terza e ultima parte è dedicata completamente alla riscoperta di Pompei. Il percorso si chiude con la ricostruzione a grandezza naturale degli affreschi che decorano le più belle ville pompeiane e con gli ultimi tesori rinvenuti.

Pompei propone un’esperienza sensoriale avvincente, che immerge il visitatore nel cuore della città antica e facendogli rivivere in maniera spettacolare la vita quotidiana dei pompeiani e l’epopea della sua riscoperta”, spiegano gli organizzatori della mostra. “L’esperienza digitale propone proiezioni immersive, accompagnate dai rumori della città e da musiche originali in grado di risvegliare i sensi immergendo il visitatore nel cuore di Pompei, dandogli l’impressione di partecipare di volta in volta alla vita frenetica della città, al suo funesto destino, alla sua gloriosa riscoperta…”.

 

 

 

 

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