Rimanere a casa per combattere la diffusione del Coronavirus. L’abbiamo fatto tutti, consapevoli che il nostro contributo è importante per la nostra salute e per la salute dell’intera collettività. Per contrastare l’apatia e passare qualche momento più spensierato, usando la fantasia, il Getty Museum di Los Angeles e il Rijksmuseum di Amsterdam hanno rilanciato la sfida partita dall’account Instagram @tussenkunstenquarantaine: ricreare il proprio capolavoro preferito. Troppo complicato? No, perché la sfida non includeva l’utilizzo di tempere e pennelli, ma solo tanta fantasia. 

“Vi sfidiamo a ricreare un’opera d’arte con gli oggetti (e le persone) nella vostra casa – ha scritto il Getty su Twitter – Scegliete il vostro capolavoro preferito, trovate degli oggetti nella vostra casa e ricreate il capolavoro con quegli oggetti”.

La risposta è stata immediata e le foto pubblicate a dir poco esilaranti. Le persone hanno inondato i social con le loro personali reinterpretazioni artistiche, suscitando la simpatia di tutti. Considerato il successo ottenuto, l’iniziativa è stata poi proposta da altri musei, come il Pinchuk Art Center di Kiev, in Ucraina, o dalla pagina Instagram Tussen Kunst en Quarantaine. Di seguito abbiamo raccolto alcune delle migliori interpretazioni.

Ma in queste settimane c’è stata anche un’altra iniziativa lanciata dal mondo dell’arte: su Twitter c’è stata una vera e propria guerra a colpi di oggetti inquietanti. La competizione è stata lanciata dallo Yorkshire Museum, che ha subito puntato alto con la foto di una crocchia di capelli femminili – con tanto di forcine ancora al loro posto – ritrovata in una sepoltura romana del III-IV secolo. Seguendo l’onda degli hasthtag #Curatorbattle e #CreepiestObject, molti musei hanno risposto contribuendo con i pezzi più strani delle loro collezioni.

 

 

Commenti

commenti