Arte

Street art in pensione

16 Ott , 2017  

La nuova frontiera della Street Art è la terza età. Sempre più spesso ci troviamo di fronte ad artisti non più giovanissimi che trovano nell’arte e nella strada un nuovo modo per esprimersi, sperimentare e mettersi in gioco.

L’arte non conosce limiti, nemmeno quelli legati all’età. Lo sa bene Lata 65, associazione no profit nata a Lisbona con l’obiettivo di trasformare arzilli pensionati in veri e propri street artist. Il gruppo è composto da un centinaio di persone che armate di mascherine, guanti e bombolette, individuano i luoghi grigi della città per poi dare sfogo a tutta la loro creatività. Lo scopo del progetto è avvicinare gli anziani alle nuove forme d’arte contemporanea e intrattenerli nel miglior modo possibile. L’iniziativa ha subito avuto un forte riscontro mediatico grazie a una buona strategia di comunicazione social, curata dall’associazione, e alla linea di t-shirt e shopper da loro realizzata.

Non solo graffiti: la street art si fa anche con la lana. Grace Brett è sicuramente una delle street artist più anziane del mondo e deve la sua fama ai suoi meravigliosi lavori all’uncinetto. È scozzese ed è l’artista di strada più famosa della Scozia, grazie anche ai suoi 106 anni. È nata a Londra ed è rimasta vedova nel lontano 1955. Si è trasferita al villaggio di Darnick nel 1978. Oggi vive nella casa di cura St John di Melrose. “Ho pensato che fosse una buona idea decorare la città e mi sono divertita a lavorare a maglia”, ha dichiarato Grace Brett. La conferma arriva da Daphne, figlia 74enne dell’artista, che ha raccontato di come la madre, durante tutta la sua vita, ha sempre cucito di tutto e di più.”Lei pensa che sia divertente essere chiamata artista di strada” ha aggiunto. Il suo intervento sulla cabina telefonica rossa e sulla statua di Sir Walter Scott sono diventati virali e hanno fatto conoscere questa eccentrica vecchietta a tutto il mondo. Per i festival locali ha realizzato, con l’aiuto del club di cucito di cui è membro, le “Souter stormers”, delle palle di maglia appese fuori dalle vetrine dei negozi del centro e dei rivestimenti per panchine.

Per conoscere la prossima street artist voliamo verso l’Est Europa e arriviamo a Louka, nel sud della Repubblica Ceca. Si chiama Anežka Kašpárková e ha 88 anni. Ha passato la sua vita a occuparsi della casa, della famiglia e del lavoro nei campi. Una volta in pensione ha scoperto la passione per la pittura e la decorazione, mettendo il suo talento a disposizione del suo paese. Decora con mano ferma le pareti bianche delle casette del paese con meravigliose e delicate immagini floreali, tutte rigorosamente realizzate con un blu molto intenso. Tra i suoi lavori anche la decorazione interna ed esterna di una cappella di Louka, risalente al XVIII secolo. “La vernice che utilizzo – ha spiegato l’artista ceca – è costosa, ma è importante che sia di buona qualità. Le decorazioni, esposte al maltempo, devono avere una durata di almeno due anni”.

Torniamo in Italia, nella città eterna. A Roma, più precisamente nel quartiere popolare del Trullo, un folto gruppo di cittadini pensionati si è impegnato per riqualificare la zona. Si chiamano Pittori Anonimi del Trullo e sono coordinati da Mario D’Amico. Il loro obiettivo è regalare un nuovo volto al loro quartiere. Gli artisti dell’associazione, tutti rigorosamente over 60, non solo dipingono, ma ripristinano gli intonaci, puliscono e sistemano le aiuole. Il piccolo nucleo originario si è allargato e ha coinvolto residenti, giovani e volontari. Agiscono di notte armati di scale, pennelli e colori. “All’inizio eravamo in tre. Una sera di quattro mesi fa ci guardammo intorno e decidemmo che avremmo cambiato questo quartiere” ha dichiarato Marco, 62 anni. Poi da tre sono diventati cinque e ora sono una quindicina: appena raccolgono soldi per comprare la vernice colorano scale, muretti, aiuole e i caseggiati ancora bianchi. “Coloriamo come vogliamo, ma evitiamo di accostare il giallo e il rosso, o il celeste e il bianco – spiegano – perché sennò li associano alle squadre di calcio”. Il loro impegno è stato così apprezzato da essere stati contatti persino da alcune scuole di Roma per realizzare degli interventi di riqualificazione. Al bar del mercato rionale c’è un salvadanaio per i Pittori anonimi che raccoglie le offerte per la vernice e i pennelli. “Così il quartiere diventa complice di quel che stiamo facendo – racconta Marco – siamo tutti disoccupati e senza quest’aiuto non potremmo proseguire”.

 

Lata 65 | Pagina Facebook 

Pittori anonimi Trullo | Pagina Facebook 

 

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