Arte

Street art Roma: il quartiere più colorato della capitale

6 Nov , 2017  

Il progetto Big city life è nato nel 2014 grazie a un Protocollo d’Intesa fra l’Ater del Comune di Roma, l’Associazione Culturale 999 e il Municipio VIII. L’iniziativa è stata pensata con la convinzione che l’arte urbana contemporanea possa essere un elemento integrante degli interventi di rigenerazione dell’edilizia residenziale pubblica, anche per la sua funzione di forte coesione sociale.

Ventidue artisti, provenienti da dieci paesi diversi, in 70 giorni di lavoro hanno realizzato dipinti murali monumentali sulle facciate delle undici palazzine del comprensorio di via di Tor Marancia 63, trasformando la borgata romana in un distretto di arte pubblica contemporanea unico al mondo e coinvolgendo la comunità, le scuole e le associazione del quartiere stesso. Il progetto è stato organizzato da Francesca Mezzano e curato da Stefano S. Antonelli e Gianluca Marziani.

Il sostegno economico è stato dato da Roma Capitale Assessorato alla Cultura, Creatività, Promozione artistica e Turismo, da Fondazione Roma-Arte-Musei, dalla stessa associazione culturale 999Contemporary e condiviso con ATER, l’azienda territoriale per l’edilizia residenziale del Comune di Roma.

Il quartiere è diventato un vero e proprio museo permanente a cielo aperto e conta già migliaia di visitatori. Non tutte le opere sono visibili dalla strada, dunque, per ammirarle è necessario entrare a piedi all’interno del cortile del condominio.

La prima opera realizzata è “Il Peso della Storia“ dell’artista argentino di origini italiane Jaz: il murales rappresenta un lottatore argentino che tiene sulle spalle un lottatore italiano. Il legame storico che unisce l’Argentina con l’Italia, con riferimento ai flussi migratori del dopoguerra, è il tema centrale dell’opera.

La capitale non è nuova a queste iniziative. Uno dei fenomeni di rivoluzione culturale che sta riguardando Roma negli ultimi anni è proprio quello della riqualificazione urbana di zone periferiche mediante il ricorso alla Street Art. I primi quartieri sono stati il Pigneto, San Basilio e la zona fra Ostiense e Testaccio.

Il quartiere di Tor Marancia è soprannominato da molti Shanghai a causa dei continui allagamenti e dell’alta densità abitativa. Le prime case, che in soli 50 giorni diedero vita al quartiere, vennero edificate su terreni paludosi nel 1993. Durante il regime fascista il quartiere di Tor Marancia si popolò di famiglie di emigrati dal centro- sud Italia e di abitanti del centro storico di Roma costretti al trasferimento perché le loro casa erano state abbattute dal regime per costruire via dei Fori imperiali. Nel 1948 la zona era così malsana che fu deciso di raderla al suolo e di costruire al suo posto i caseggiati popolari, oggi gestiti dall’Ater.

 

 

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