Nonostante l’emergenza covid-19, la Tate Britain di Londra ha rinnovato per il quarto anno consecutivo l’appuntamento con la Winter Commission, iniziativa che ogni anno invita un artista differente a creare un’installazione da realizzare sull’intera facciata della della galleria d’arte. La coloratissima installazione artistica che quest’anno illumina la grande facciata è stata realizzata dall’artista Chila Kumari Singh Burman. L’opera prende il nome di “Remembering a Brave New World” e sarà visibile fino al 31 gennaio 2021.

Un mix esplosivo di neon colorati che veicolano un messaggio di gioia e speranza e dal quale emergono richiami alla mitologia indù, all’immaginario filmico di Bollywood, al femminismo radicale, all’attivismo politico, alla storia coloniale, fino ad arrivare alle radici indiane dell’artista combinate con elementi della cultura pop. Le figure religiose si contrappongono agli elementi più giocosi, come una tigre a grandezza naturale, un pavone e un paio di labbra. Al centro troviamo una rappresentazione del terzo occhio, simbolo di un percorso verso una coscienza superiore. L’installazione si è aperta in concomitanza con Diwali, il Festival della Luce, il più antico Festival che si celebra in tutta l’India, in cui le città si riempiono di lampade per simboleggiare la luce interiore che protegge dall’oscurità spirituale. La manifestazione celebra i nuovi inizi, il trionfo del bene sul male, la luce sull’oscurità. Prende ispirazione dalle vittorie del passato per offrire speranza.

Chila Burman si definisce una “Punjabi Liverpudlian”. Nata a Liverpool da famiglia di origini indiane della regione del Punjab, nel nord est del paese, la sua pratica artistica radicalmente femminista sfida gli stereotipi e riflette sulle difficoltà che le donne asiatiche incontrano nel contesto culturale britannico. Burman è celebrata a livello internazionale per la sua pratica femminista radicale, che abbraccia incisioni, disegni, pittura, installazioni e film. La sua eredità Punjabi e Liverpudliana arricchisce il suo lavoro espressivo. Burman mescola gli stereotipi per creare nuove identità, oltre i limiti imposti alle donne dell’Asia meridionale in un contesto culturale britannico.

 

 

Immagini archpaper.com

 

 

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