Design

Tra artigianato e design: intervista a Giò Belviso

21 Dic , 2015  

Giò Belviso vive e lavora a Milano, dove progetta e realizza oggetti e complementi di arredo fatti a mano, pezzi unici o in serie limitata. Ha partecipato alla mostra Color Signal, con l’opera “Quercus”; lo abbiamo intervistato per voi.

Ci puoi descrivere brevemente il tuo percorso professionale (come sei diventato designer, da quale formazione parti, ecc.)?

Innanzitutto direi che faccio fatica a definirmi designer, perlomeno nel senso “convenzionale” del termine. Nasco infatti come artigiano, il mio background è quello, ho sempre lavorato direttamente con i materiali, mi piace plasmarli e trasformarli in qualcos’altro.

Sin da piccolo frequentavo l’officina di mio padre, smontavo e rimontavo la bicicletta solo per cambiare colore o modificare qualche componente, lì ho imparato a disegnare con l’aerografo ed è partita la mia prima “attività imprenditoriale”: andavo a scuola e nel pomeriggio disegnavo caschi, scooter o qualsiasi altro oggetto mi si chiedesse, a volte fino a tarda notte.

Da lì ho sempre cercato di coniugare le mie capacità manuali con la predisposizione artistica.

Tra artigianato e design: intervista a Giò Belviso Tra artigianato e design: intervista a Giò Belviso

Creativo, è una definizione in cui mi ritrovo, una via di mezzo tra artigiano e designer.

Sono infatti convinto che il confine tra il pensare e il creare debba essere sottile, mi piace far nascere un’idea e vederla trasformarsi in progetto, fino alla realizzazione finale in poco tempo.

Avere a disposizione macchinari e attrezzature mi ha aiutato a trovare un approccio diretto e immediato durante il processo creativo.

Come procedi per la realizzazione di un nuovo prodotto artistico o un oggetto (ispirazioni, ricerche, scelta dei materiali, ecc.)? C’è differenza nella produzione di uno o l’altro?

Ogni nuovo oggetto, commissionato o no, nasce in maniera diversa, è giusto che sia così.

A volte parto dall’utilizzo o dall’uso che se ne deve fare, a volte semplicemente da una forma, da un’ispirazione, che trasformo in oggetto.

Cerco di fare solo ciò che mi riesce semplice, evito processi e lavorazioni troppo complesse, mi piace che dall’idea alla realizzazione ci siano meno passaggi possibili.

Tra artigianato e design: intervista a Giò Belviso

Quali sono i tuoi artisti, designer o professionisti di riferimento?

Ovviamente ce ne sono tanti, anche non strettamente legati al mio settore.
Se devo fare un nome, Oki Sato di Nendo: mi piace il suo approccio semplice e positivo.

 

Fonte immagini: Giò Belviso

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