Non si ferma il nostro viaggio alla scoperta delle regioni italiane attraverso il colore. Oggi facciamo tappa nel suggestivo Tentino Alto Adige, regione conosciuta da tutti per la straordinaria bellezza delle sue montagne e per la grande varietà dei suoi paesaggi. Situata all’estremità settentrionale dell’Italia, la regione si trova al confine con l’Austria e la Svizzera. Il suo territorio si estende dal gruppo dell’Adamello-Brenta e dalle cime dell’Ortles e del Cevedale ai rilievi più importanti d’Europa: le Dolomiti della Val di Fassa, del Brenta, della Val Gardena e della Val di Fiemme.

E come dimenticare le sue rinomate piste sciistiche? Madonna di Campiglio, Canazei, Moena e San Martino di Castrozza sono solo alcune tra e mete più amate dal turismo invernale. Il Trentino-Alto Adige è una delle cinque regioni a statuto speciale, con ampia autonomia per le due province di Trento (capoluogo regionale) e Bolzano. Ai vari gruppi linguistici regionali è riconosciuta la parità dei diritti e la lingua tedesca è equiparata a quella italiana, così come il ladino, parlato solo in alcune zone.

Quale colore vi salta alla mente se pensate alla Valle d’Aosta? Sicuramente vi sta balenando nella testa il rosso delle mele croccanti e succose del sudtirol. Com’è che si dice? “Una mela al giorno, toglie il medico di torno”. E il detto non ha tutti i torti, infatti è un frutto ricco di vitamine, di microelementi, di potassio e di altri sali minerali. Forse, non a a caso, il colore rosso è simbolo di energia vitale, sia mentale che fisica. In Alto Adige sono più di 7.000 le aziende contadine specializzate nella coltivazione di mele. Ma fate molta attenzione: la vera Mela Alto Adige è solo quella contraddistinta dal marchio IGP – Indicazione Geografica Protetta, che ne garantisce qualità e provenienza.

La mela è nata in Asia Centrale, nel periodo del Neolitico, ed è poi approdata in Grecia, attraverso le vie della seta, e infine ha raggiunto la zona dell’Alto Adige nell’epoca dell’Impero Romano. Inizialmente venne coltivata dai monaci, esperti di tecniche di coltivazione. Solo successivamente venne utilizzata anche dalle famiglie contadine come prodotto per una personale auto-sussistenza, esportandola oltre i sentieri delle Alpi. Grazie al terreno fertile, al clima mite e alle grandi montagne, che fungono da barriere proteggendo la regione dai forti venti del nord, sono nate le prime cooperative di frutticoltori già alla fine del 1800. Ad oggi l’Alto Adige, coi i suoi oltre 18.000 ettari di terreno coltivato, rappresenta la più grande area chiusa di coltivazione di mele dell’Unione Europea.

 

 

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