Il nostro viaggio all’interno dei colorifici italiani è arrivato al suo terzo appuntamento. Un viaggio per conoscere le diverse professioni che esistono nel mondo del colore delle ceramiche. Abbiamo iniziato con Gianfranco Debbi, responsabile di laboratorio, e continuato con Davide Montecchi, responsabile R&D applicata. L’intervista di oggi è dedicata a Marino Romagnoli, che si occupa di Marketing e comunicazione.

Qual è stato il tuo percorso di studi?

Diploma scuola media superiore in chimica industriale.

Come sei arrivato a svolgere il ruolo che attualmente ricopri?

Dopo un percorso formativo in laboratorio, ho iniziato a seguire i clienti in assistenza inizialmente in Italia e in seguito all’estero. Ho seguito R&D applicata e sviluppo progetti finiti, in coordinamento con gli studi di design nostri collaboratori. Sinergie con impiantisti e pubbliche relazioni con i clienti. Tutto questo nell’ arco di oltre 30 anni di collaborazione con la mia azienda.

Di che cosa ti occupi?

Pubbliche relazioni con clienti (principalmente stranieri). Sinergie con le filiali estere, Marketing e comunicazione aziendale, promozione sul cliente. Coordinamento assistenza export.

Descrivi brevemente cosa fai quotidianamente nel tuo ruolo.

Contatti quotidiani con i clienti; promozione nuove tipologie; coordinamento, assieme ai funzionari commerciali, del team assistenza export; sviluppo progetti su richiesta del cliente. Rapporti e visite su impiantisti e filiali estere. Ricevimento clienti stranieri (in assenza del funzionario commerciale dell’area) nelle visite presso la sede Italiana.

Quale posizione occupi nella “catena di montaggio”?

In un certo senso,sono all’inizio, a metà e anche nella parte finale della “catena di montaggio” a seconda della necessità del momento..

Quali sono i pro e i contro della tua professione.

Pro: primo fra tutti, il rapporto diretto e continuativo con i clienti finali, il confronto con persone, anche di etnie e culture diverse, rappresenta una fonte di apprendimento continuo. La possibilità di sperimentare nuove tecnologie, nuove forme di comunicazione in un settore in continuo mutamento. Il poter ancora dare un po’ “libero sfogo” (concedetemi il termine) alla propria parte creativa in un settore che sta vivendo un cambiamento significativo. Contro: I ritmi forsennati a cui ci dobbiamo adeguare, che spesso costringono a prendere decisioni anche importanti in tempi molto stretti.

Perché consiglieresti questo lavoro alle giovani generazioni?

Perché è un lavoro che ti permette il confronto continuo con diversi interlocutori, consente ancora una crescita culturale e professionale. Le nuove generazioni probabilmente non vivranno una serie di mutamenti evolutivi nel settore come abbiamo vissuto noi (quelli della mia età ndr). Mancherà loro quella parte a metà tra l’artigianale e l’artistico che ha contraddistinto la crescita del settore negli ultimi 30 anni. I giovani trovano un comparto estremante tecnologico e industriale che lascia poco spazio alla parte creativa, ma per i nativi digitali sarà comunque una bella sfida. La partita si giocherà a livelli molto più alti, serviranno competenze più specifiche. C’è ancora molto spazio per crescere.

In una frase, l’emozione che ti da il tuo lavoro.

Leggere la soddisfazione nel viso delle persone (clienti ndr) dopo aver realizzato assieme quanto da loro richiesto e la certezza di avere ancora tantissimo da imparare.

 

 

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