Iniziamo l’anno appena arrivato con una nuova intervista. Il nostro viaggio all’interno dei colorifici italiani non si ferma e continua con Roberto Vallicelli, direttore di stabilimento.


Qual è stato il tuo percorso di studi?

Sono diplomato come perito chimico industriale, poi successivamente ho partecipato a diversi corsi di formazione sia sulla qualità, ambiente e sicurezza sul lavoro.

Come sei arrivato a svolgere il ruolo che attualmente ricopri?

Dopo un lungo percorso in azienda, iniziato più di 10 anni fa. Sono stato per molti anni caporeparto di un reparto strategico (reparto fusioni) e per 1 anno ho svolto il ruolo di coordinatore tempi e metodi di produzione.


Di che cosa ti occupi?

Coordinamento tra i vari reparti, impiantistica e facilitazioni alla produzione. Studio progetti legati a nuovi processi e coordino la raccolta dati proveniente da tutti i reparti. Gestisco il personale e mi interfaccio con l’ufficio Risorse Umane in caso di richieste di nuove assunzioni.

Ci descrivi brevemente che cosa fai quotidianamente nel tuo ruolo?

Il mio compito è quello di controllare quotidianamente tutto lo stabilimento, ispezionando anche più volte durante la giornata i vari reparti di produzione. Confrontandomi con i caporeparto valuto l’avanzamento del lavoro, gestendo anche eventuali problematiche in corso. Il mio ruolo, comprende anche alcune attività di ricerca su progetti a me assegnati.

Quale posizione occupi nella “catena di montaggio”?

L’organizzazione della produzione prevede che ci siano i mezzi e le persone necessarie a raggiungere gli obiettivi prefissati. Il mio compito è fare in modo che tutto avvenga nella maniera ottimale. Rilascio, in accordo con il management, il benestare definitivo al fare o “non fare” una determinata attività.

Quali sono i pro e i contro della tua professione?

Pro : dinamismo, interfaccia a 360gradi su ogni aspetto della produzione/stabilimento produttivo (dipendenti, macchinari, qualità, sicurezza ecc.) Contro : gestione delle varie criticità individuali/caratteriali dei capireparto e relazione con le maestranze. Mantenere il giusto equilibrio senza creare attriti.


Perché consiglieresti questo lavoro alle giovani generazioni?

Perché altamente motivante e formativo anche per la vita di tutti i giorni: esporsi e assumersi delle responsabilità porta a rischi, ma rafforza.

In una frase, l’emozione che ti dà il tuo lavoro. 

Sostegno.

 

 

 

 

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