Piemonte, terra ricca di tradizione e bellezza, passionale ed energica come il rosso rubino del suo Barolo. Il rosso è sinonimo di grande personalità, di fiducia in se stessi, di energia, ed è per questo che viene quasi naturale collegare il rosso del Barolo alla sua terra, così forte nella sua bellezza e fiduciosa nelle sue forze.

ll vino Barolo comincia a comparire a metà del XIX secolo circa, originato dall’omonimo paese nelle Langhe, in provincia di Cuneo, con le tenute e le cantine già sede del Castello dei Marchesi Tancredi Falletti e Giulia Colbert Falletti di Barolo. Il successo del Barolo fu merito proprio di Juliette, che si impegnava a promuoverlo alla corte dei Savoia e nelle varie prestigiose corti europee. Si racconta che un giorno re Carlo Alberto abbia chiesto alla Marchesa perché non gli avesse fatto ancora assaggiare il suo vino. Dopo pochi giorni, per recuperare, la Marchesa invase le strade di Torino con i carri stracolmi di vino, diretti al Palazzo Reale. Furono precisamente trecentoventicinque carri, uno per ogni giorno dell’anno, tolti i quaranta giorni della Quaresima.

Nel 1864, con la morte di Juliette, la dinastia dei Falletti si estinse e fu creata, per volontà della Marchesa, l’Opera Pia Barolo nel bellissimo Palazzo Barolo, in Torino. A questo punto la storia si incrocia con un’altra famiglia, Abbona, che aveva creato la propria cantina “Cavalier Felice Abbona e Figli”. Proprio in quegli anni nasceva Pietro Abbona che, lavorando nelle cantine paterne, insieme al fratello Ernesto e alle sorelle Marina e Celestina, riuscì ad acquistare l’Agenzia della Tenuta Opera Pia Barolo, ovvero le antiche cantine di vinificazione e affinamento dei Marchesi di Barolo.

Così Massimo Martinelli lo descrive nel libro “Il Barolo come lo sento io”: “Fra i personaggi legati al nome del Barolo alcuni possono essere definiti storici, veri e propri pionieri. Il primo posto va al commendator Pietro Abbona, vero e proprio patriarca del Barolo, che fece conoscere, alfiere indiscusso, il vino della sua terra in tutto il mondo. Vero è che la sua era la cantina dove il Barolo mosse i primi passi storici. Le sue botti (e sono in parte le stesse che si possono ancora ammirare nelle cantine in Barolo) erano infatti patrimonio della Marchesa Falletti. Il commendator Abbona ereditò tradizione, amore alle vigne, alla cantina, al vino ed ha portato la sua etichetta dove figuravano i castelli di Barolo e di Serralunga ovunque sulle mense più lontane. Ed è con piacere che gli si riconosce questo merito”.

Il Barolo è un diretto derivato di uve nebbiolo, magistralmente vinificato per ottenere un prodotto ricco ed armonioso, proprio come la sua terra. A rendere importante il Barolo è la sua struttura che esprime un bouquet complesso, avvolgente, che si sviluppa nel tempo senza perdere le sue caratteristiche organolettiche. Il particolare territorio di Barolo, protetto dai rilievi circostanti, rende il nebbiolo ricco di sali minerali e zuccheri. La temperatura ideale del Barolo è di 18-20 gradi. Gli abbinamenti più tradizionali sono quelli con piatti a base di carne rossa, ma anche formaggi stagionati a pasta dura e cibi aromatizzati, ad esempio a base di tartufo. Il fascino del Barolo sta nel suo invecchiamento: le migliori annate degli anni ’60 sono ancora oggi molto apprezzate dagli appassionati di tutto il mondo.

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