Snøhetta è uno studio di architettura e design internazionale, noto per i suoi progetti che spaziano dai rifugi più piccoli a grandi edifici istituzionali, dal design grafico a quello del prodotto.
Fondato nel 1989 da Craig Edward Dykers e Kjetil Trædal Thorsen, lo studio è sempre stato guidato da un forte impegno verso la sostenibilità, l’innovazione e l’attenzione alla collettività.
Il suo approccio interdisciplinare e sociale, che vede l’architettura come un paesaggio costruito e vivibile, ha portato Snøhetta a realizzare progetti iconici come la Bibliotheca Alexandrina e il Teatro dell’Opera di Oslo, il cui contributo ha reso l’architettura uno spazio fruibile dalla collettività. A parlare del lavoro di Snøhetta è Tommaso Maserati, architetto dello studio, che ha parlato della filosofia che guida i loro progetti.
L’approccio di Snøhetta: architettura come paesaggio
“Il nostro approccio olistico considera l’architettura come un paesaggio costruito, un paesaggio che definisce uno spazio architettonico che è anche sociale e aperto a nuove possibilità”, spiega Maserati. “I nostri progetti sono il risultato di un lavoro collettivo, dove ogni membro del team contribuisce con le proprie esperienze e idee. Questo è ciò che noi chiamiamo Collective Intuition”, aggiunge. L’architettura di Snøhetta non è mai un’idea solitaria, ma piuttosto un’integrazione di saperi provenienti da diverse discipline, che consente di sviluppare soluzioni armoniose, rispettose del contesto naturale e culturale in cui i progetti si inseriscono.
Il nome dello studio, Snøhetta, è ispirato dalla montagna omonima nel cuore della Norvegia, che rappresenta lo spirito collettivo del team. “Ogni due anni, ci incontriamo per una gita su questa montagna. È un momento di incontro per conoscersi e rafforzare il nostro spirito di collaborazione”, racconta Maserati. L’importanza di un legame con il territorio e la comunità è evidente in molti dei progetti dello studio, soprattutto nei contesti dove architettura e paesaggio si sovrappongono, creando spazi che rappresentano vere e proprie estensioni del contesto urbano e naturale circostante.
Progetti significativi: dall’Opera di Oslo a Milano
Uno dei progetti che ha consacrato Snøhetta a livello internazionale è il Teatro dell’Opera di Oslo. L’edificio, pluripremiato, si distingue per la sua capacità di fondere architettura e spazio pubblico.
Il tetto inclinato, infatti, non è solo una caratteristica estetica, ma una rampa che invita il pubblico a salire, trasformando l’edificio in un luogo d’incontro e attività. Anche il progetto di ristrutturazione di Pirelli 35 a Milano, simbolo dell’architettura anni ’60, si inserisce in questo filone, cercando di liberare lo spazio da elementi che ne ostacolavano l’apertura verso la città, creando un nuovo spazio pubblico accessibile e permeabile.
A Milano, Snøhetta ha anche lavorato al progetto Aria, un’area urbana di rigenerazione dell’Ex Macello di Calvairate, selezionato per il concorso “Reinventing Cities”. Il progetto mira a creare un quartiere sostenibile che sia carbon negative e che promuova la biodiversità urbana.
“Aria non è solo un intervento architettonico, ma un nuovo modello di città che abbraccia la sostenibilità ambientale, sociale ed economica”, spiega Maserati.
Tra i progetti recenti, Čoarvemátta spicca per il suo legame con le tradizioni culturali dei Sámi. Situato a Kautokeino, nella Norvegia settentrionale, il progetto include un teatro e una scuola per la formazione sull’allevamento delle renne.
La struttura è stata progettata per integrarsi perfettamente con il paesaggio naturale, con l’uso di materiali come legno e pietra e un design che richiama le forme del terreno. Čoarvemátta è un edificio passivo, con un consumo energetico minimo, ma anche un simbolo della fusione tra architettura contemporanea e tradizioni locali.

Innovazione e sostenibilità nei materiali: da Under alla ceramica
Snøhetta ha anche realizzato Under, il primo ristorante sottomarino d’Europa, un progetto che unisce innovazione architettonica e sensibilità ecologica. Situato nel sud della Norvegia, Under è un edificio semi-sommerso che si fonde con l’ambiente marino, diventando allo stesso tempo un centro di ricerca per la biodiversità marina.
“Abbiamo progettato Under per essere il più spettacolare possibile, ma anche per integrarsi nel paesaggio marino. Il guscio di cemento servirà come barriera corallina, accogliendo patelle e alghe”, spiega Maserati.
La ricerca di Snøhetta sui materiali non si ferma al cemento, ma si estende anche alla ceramica; recentemente, lo studio ha esplorato il potenziale dell’argilla, creando oggetti e librerie che utilizzano il materiale in modo innovativo.
“La ceramica è un materiale che ci permette di lavorare a stretto contatto con il contesto naturale e culturale. È un materiale antico, ma che offre ancora grandi possibilità nel design contemporaneo, con processi di produzione sempre più efficienti e sostenibili”, conclude Maserati.

Con il suo approccio olistico, Snøhetta continua a esplorare il futuro dell’architettura, ponendo al centro la sostenibilità, l’innovazione e il rispetto per il paesaggio.
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