C’è un gesto che precede ogni piastrella colorata, ed è chimico prima che estetico: la messa a punto di uno smalto, la ricerca di un ossido che tenga la tonalità desiderata attraverso la cottura. È un passaggio che raramente compare nelle descrizioni patinate del design ceramico, eppure ne determina l’esito visivo più di qualsiasi disegno. A Rimini, dal 22 al 25 settembre, questo lavoro torna a occupare uno spazio proprio.

Image credits: Tecnaexpo
La materia che ritorna in fiera
TECNA, organizzata da Italian Exhibition Group in collaborazione con ACIMAC, arriva alla ventinovesima edizione confermandosi come il principale appuntamento mondiale per le tecnologie della ceramica e delle superfici. L’edizione 2026 riparte dai numeri del 2024, oltre 350 espositori e una superficie fieristica tra le più ampie del settore, ma introduce una novità che va oltre la scala: il ritorno in fiera dei colorifici e delle aziende di additivi chimici, assenti da tempo dal perimetro espositivo.
Non è un dettaglio organizzativo. Significa che la filiera che progetta la tonalità di uno smalto torna a condividere lo stesso spazio fisico di chi costruisce i forni e le linee di decorazione, ricomponendo un processo che nella pratica industriale è sempre stato unitario, ma che raramente viene raccontato come tale.

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La superficie come progetto
Al centro del programma resta la Decortech Conference, in calendario il 23 e il 24 settembre: due giornate pensate per chi lavora sulla ricerca estetica delle superfici destinate all’architettura e al design. L’idea che la guida è semplice quanto radicale: ogni superficie è insieme una scelta tecnica e una scelta di senso, il punto in cui la resa materica incontra la funzione. Decortech prova a rendere visibile questo doppio binario, mettendo in dialogo chi sviluppa la tecnologia e chi ne definisce la direzione estetica, un confronto che nella produzione ceramica contemporanea è diventato strutturale, non accessorio.

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Filiera e conoscenza condivisa
Il ritorno dei colorifici a TECNA 2026 è anche un segnale di ricomposizione settoriale. Pierluigi Ghirelli, presidente di Ceramicolor, lega la partecipazione a un’esigenza di dialogo tra le competenze della filiera, sottolineando come il colore, la ricerca e la qualità del Made in Italy restino tratti distintivi del comparto. Nello stesso solco si muovono altre realtà del settore chimico-ceramico, che a Rimini presenteranno le proprie soluzioni per la decorazione e la formulazione degli smalti; un’ulteriore conferma di come la manifestazione stia tornando a essere, più che una vetrina commerciale, un luogo di trasmissione del sapere tecnico tra generazioni e imprese.
Osservata da fuori, TECNA racconta una filiera spesso invisibile: quella che decide, mesi prima che un rivestimento ceramico raggiunga un cantiere o una casa, quale luce rifletterà quella superficie. Il colore, in questo scenario, non è un tocco finale ma una condizione originaria che continua a definire il modo in cui la materia costruita entra in relazione con lo sguardo.
Fonti:
Tecnaexpo,Acimac, Federchimica
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