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I corpi nascosti di Jean-Paul Bourdier

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I corpi nascosti di Jean-Paul Bourdier si fondono con il cielo, con la terra e con l’acqua. Questa serie fotografica prende il nome di Body scapes ed è uno dei lavori più importanti dell’artista americano. Il corpo dei protagonisti si confonde magistralmente con la natura selvaggia, diventandone parte integrante. Anche se l’occhio di chi osserva continua a percepire la presenza dei corpi, queste immagini sono un tentativo ben riuscito di unire l’uomo alla natura che lo ospita. Il progetto Body scapes è riuscito a mettere insieme fotografia, body painting, scultura, danza e land art. Tutti gli scatti sono stati realizzati con macchine fotografiche analogiche e senza l’utilizzo del computer. Tutto il lavoro si discosta completamente dell’uso del Photoshop.

I corpi, camaleontici e meditativi, sembrano dialogare con il paesaggio diventando simbolo di vita e prova di un’armonia tra uomo e natura, di un collegamento invisibile e spirituale tra corpi e universo. Le linee della natura seguono quelle del corpo annullando confini e diversità. L’opera regala un camouflage poliedrico perfettamente riuscito che nasconde significati e simboli. I corpi sembrano in fuga (da qui il nome escapes = fughe) verso qualcosa di più importante, necessario e invisibile.

Jean-Paul Bourdier, docente di disegno, design e fotografia al dipartimento di architettura alla UC Berkeley in California, ha spiegato così il suo progetto: “Senza vestiti il corpo umano riacquista la sua natura primaria indivisa, essendo parte delle forze dell’universo. I lavori visivi che creo sono quindi un continuo esperimento di come noi ci relazioniamo fisicamente, ritmicamente con l’universo a partire dalla specificità e intimità del corpo”.

 

Fonte immagini jeanpaulbourdier.com 

 

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