In che modo viene concepito il senso estetico nel design? In due modi!
Il primo è detto modo rappresentativo, dove la capacità dell’oggetto sta nel rappresentare o raffigurare qualcos’altro da sé.
L’altro modo invece, definito conformativo, considera la qualità estetica come una proprietà intrinseca dell’oggetto, sia che si tratti di pezzi di design del movimento moderno, sia che si tratti di oggettistica qualunque.
La dicotomia tra questi due modi, che ha definito la cultura del progetto fin dalle sue origini, si è poi ulteriormente complicata nell’ultimo quarto di secolo scorso con l’irruzione del postmoderno, che ha modificato l’aspetto confermativo base, in inaspettati modelli espressivi, fino a lambire la dimensione metafisica con i mobili totemici di Sottsass.
Questo cosa significa? Significa che i prodotti d’arredo più belli sono quelli nati dalla concezione post modernista, perché in grado di definire il punto esatto in cui fermare la scissione concettuale del prodotto senza comprometterne le prestazioni d’uso.
Di seguito alcune immagini di complementi d’arredo “snodati nel disimpegno ma limpidi nella definizione”:
Questo tavolino, Totem di Axel Chay, evoca una ordinata composizione neo-cubista. È presentato dalla galleria The Future Perfect di New York. Modern Shapes appartiene alle edizioni artigianali in legno: sculture concepite come trasfigurazioni topologiche di case, città e luoghi, con cui l’artista cerca un punto di equilibrio all’incrocio tra arte, design e architettura.
I dettagli sono scolpiti da una morbida pulizia e precisione, talvolta spigolosa ma estremamente elegante.
La logica con cui sono pensati è destrutturata, nonostante le forme non presentino un aspetto frammentato… non è magnifico?
Rigorosamente e per definizione “snodati nel disimpegno ma limpidi nella definizione”.


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