In un’epoca in cui l’identità è sempre più un campo di esplorazione, resistenza e trasformazione, l’arte trova nuovi linguaggi per raccontare storie personali e collettive. Uno di questi è il tessuto: fragile e resistente, quotidiano e simbolico, intimo e politico. La mostra “True Colors. Tessuti: movimento, colori e identità”, in corso al MAXXI L’Aquila fino al 16 novembre 2025, ci invita a ripensare il senso del corpo, della memoria e della comunità attraverso fili, trame e intrecci.
Un viaggio sensibile tra arte tessile, performance e partecipazione
Ospitata nelle suggestive sale barocche di Palazzo Ardinghelli, la mostra presenta un percorso immersivo che attraversa più di vent’anni di arte tessile contemporanea. L’allestimento, curato da Monia Trombetta con la collaborazione del team curatoriale del MAXXI, propone opere dalla collezione del museo e prestiti internazionali, senza seguire un ordine cronologico o tematico rigido. Al contrario, tutto si muove per associazioni sensoriali, materiche e simboliche.
Il tessuto, protagonista assoluto, non è solo un mezzo estetico: è strumento di racconto, gesto politico, pratica relazionale. Le opere si dispiegano tra installazioni, sculture morbide, performance, abiti, arazzi e laboratori partecipativi che mettono al centro il corpo e la comunità.
Artisti, trame e visioni
Tra i nomi in mostra troviamo protagonisti della fiber art internazionale come Sheila Hicks, Olga de Amaral, Dana Awartani, Yinka Shonibare, Kimsooja, Kaarina Kaikkonen, Claudia Losi, Marinella Senatore, Paola Pivi, ma anche artisti emergenti e voci ibride tra arte, artigianato e attivismo.
L’opera ambientale “Towards Tomorrow” di Kaarina Kaikkonen, realizzata con abiti donati dai cittadini, accoglie il visitatore nel cortile del palazzo. Non è solo un’installazione: è un invito a condividere storie, un rito collettivo di memoria e speranza.
Molte opere affrontano temi legati al genere, al colonialismo, alla migrazione, alla cura, alla ritualità, dando voce a culture e tradizioni lontane e vicine, senza mai perdere la centralità del “fare con le mani” come atto di resistenza e trasformazione..

Un’esperienza viva, da toccare e attraversare
“True Colors” non è una mostra da osservare a distanza, ma da abitare. Performance, laboratori, workshop aperti al pubblico trasformano il visitatore in parte attiva del processo artistico. Il percorso, volutamente privo di barriere o separazioni nette, favorisce un approccio intimo e corporeo, dove la vista non è l’unico senso coinvolto.
Palazzo Ardinghelli: un luogo che risuona
Il contesto non è neutro: Palazzo Ardinghelli, ricostruito dopo il terremoto del 2009 e oggi sede del MAXXI L’Aquila, rappresenta esso stesso un’opera di resilienza e rinascita. Qui, l’arte del tessere incontra la trama della città e dei suoi abitanti, intrecciando passato e presente, ferite e visioni future.
Per chi cerca un’arte che parli di radici e di futuro, che coinvolga corpo e pensiero, True Colors è un appuntamento imperdibile. Un’occasione per riflettere, partecipare e, perché no, lasciarsi avvolgere da storie che passano attraverso le mani.
Scrivi un commento