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Viaggio nei colorifici italiani: Marco Florini

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Continua il nostro viaggio nei colorifici italiani. Abbiamo incontrato per voi Marco Florini, responsabile della qualità. Cosa ci avrà raccontato?

Qual è stato il tuo percorso di studi?

Mi sono diplomato nel 1991 come perito in telecomunicazioni e, volendo raggiungere il prima possibile la mia indipendenza economica, ho deciso di non continuare gli studi. Dopo essermi goduto l’ultima estate di vera vacanza, a settembre lavoravo già.

Come sei arrivato a svolgere il ruolo che attualmente ricopri?

Dopo un anno di lavoro in un settore completamente diverso, un amico mi ha proposto di presentarmi per un colloquio in un colorificio ceramico che cercava un giovane diplomato, non necessariamente in chimica, per ricoprire il ruolo di assistente di un chimico di grande esperienza e studiare una gamma di lustri per terzo fuoco che l’azienda voleva cominciare a produrre. Iniziai così e la metodologia di lavoro appresa in quei primi mesi è stata un’ insegnamento che mi ha accompagnato per sempre. Dopo qualche tempo passai nel laboratorio degli ossidi coloranti e all’epoca, essendo un colorificio piuttosto piccolo, ci si occupava un po’ di tutto, dalla ricerca all’assistenza ai clienti, dal controllo delle varie fasi di produzione al controllo di qualità finale. A mano a mano che il colorificio cresceva, i laboratori e le mansioni degli addetti si sono diversificate costantemente, pur rimanendo collegate tra loro, e io mi sono specializzato sempre più nel controllo della produzione e soprattutto sul controllo qualità del prodotto finito.

Di che cosa ti occupi?

Come detto mi occupo del controllo qualità degli ossidi coloranti, per garantire ai clienti di ricevere un prodotto conforme alle loro esigenze.

Descrivi brevemente cosa fai quotidianamente nel tuo ruolo.

Una buona parte del mio lavoro viene svolto al computer utilizzando un gestionale aziendale. Partendo da un programma di produzione che mi viene fornito giornalmente sulla base degli ordini arrivati, è mio compito aprire gli ordini di produzione da consegnare ai capireparto, ossia i documenti in cui sono contenute le informazioni necessarie per avviare l’attività produttiva. Il controllo dei coloranti in produzione viene svolto mediante un’applicazione su un supporto di mattonella cruda, mettendoli in parallelo con gli standard di laboratorio, utilizzando metodologie di applicazione, percentuali di colore, smalti o impasti ceramici e temperature di cottura concordati con i clienti. Una volta cotte, queste prove nei forni a rulli di laboratorio, arriva la parte più specifica del mio lavoro, ovvero l’analisi visiva. Durante questa fase vengo aiutato da uno spettrofotometro e documento tutto tramite il gestionale aziendale fino ad avere un prodotto idoneo alla spedizione.

Quale posizione occupi nella “catena di montaggio”?

Il controllo qualità del prodotto finito, come è facile intuire, si colloca nella parte finale della cosiddetta catena, appena prima della spedizione.

Quali sono i pro e i contro della tua professione.

Secondo me i pro e i contro di qualsiasi professione sono soggettivi, per cui derivano da una visione personale e non sempre obbiettiva. Nella mia professione ad esempio c’è una certa routine nella giornata lavorativa in quanto si svolgono mansioni simili, nello stesso laboratorio e spesso con le stesse persone; questo aspetto può essere un motivo di monotonia, ma anche rappresentare un vantaggio nel regolarizzare le attività quotidiane. Tra i pro metto sicuramente l’autonomia nell’organizzare e svolgere il lavoro.

Perché consiglieresti questo lavoro alle giovani generazioni?

Le giovani generazioni probabilmente sono attratte da professioni più affascinanti, nelle quali si viaggia o per lo meno la routine è minore, però a mio avviso ognuno ha le proprie priorità e deve seguire l’indole personale. Indubbiamente il mio lavoro è meno monotono di come può sembrare; tra problematiche da risolvere, urgenze e cambi di programma non ci si annoia di certo, inoltre è un lavoro che costringe a tenersi sempre attivi mentalmente. Lo consiglierei anche perché garantisce un buon equilibrio tra lavoro e vita privata. Quando si hanno figli è un aspetto molto importante da valutare, perché essere presenti nella loro crescita regala emozioni che niente e nessuno potrà mai ridarti indietro.

In una frase, l’emozione che ti da il tuo lavoro.

A volte possono essere emozioni negative come frustrazione o rabbia, ma ce n’è una che trasforma tutto a proprio favore ed è l’entusiasmo con il quale si può superare ogni difficoltà.

 

 

 

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