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Il design contemporaneo: le parole di Maarten Baas

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Il designer olandese Maarten Baas è una talentuosa “mina vagante” nella scena contemporanea. Lo conosciamo per le sue realizzazioni artistiche, come gli arredi Clay o i grandi orologi con messaggi destabilizzanti. È abbastanza ricco di esperienze alle spalle da poter esprimere un giudizio critico rispetto al presente, a quello che oggi chiamiamo “design contemporaneo”.

Con lui possiamo permetterci ragionamenti sullo stato del sistema design negli ultimi due decenni, se e come sia cambiato, soprattutto in termini di inclusività.
Una riflessione anche generazionale, quindi, di cui da diverse parti si sente arrivare la richiesta su come le cose possano cominciare.

Smoke, è la linea con cui Baas ha debuttato: un insieme di icone del design che ha decretato il suo inserimento e momento di svolta a livello mondiale. Subito dopo, nel 2006, è arrivata la linea Clay, una collezione di mobili per lui molto personale e vulnerabile ma non facile da piazzare sul mercato. Baas veniva ancora considerato il “new kid in town”, per cui lo attorniavano molta pressione e attenzione al suo lavoro, che lo spinsero ancora più in là: nasce Real Time in correlazione al suo successo e Marteen diventa il “cool kid” del design contemporaneo.design

Ma come si è evoluto oggi il design e il processo di affermazione in questo mondo?

Oggi è difficile emergere, a meno che non si abbia un budget notevole da spendere; inoltre, la strada da percorrere, secondo Baas, sarebbe molto più quella dei social media e delle collaborazioni con i brand, piuttosto che quella delle mostre personali. Molti artisti si stanno muovendo in tale direzione e stanno funzionando!

Il cambiamento più grande invece? Quanto il mondo del design sia diventato un ambiente gigante, in cui non è per niente facile emergere. Questa dinamica toglie di mezzo i temerari, coloro che provano anche solo ad inserirsi, ma vengono eliminati a priori, perché non possiedono alle spalle un’industria a cui appoggiarsi.

Maarten conclude dicendo: “Ho deciso di progettare qualcosa solo se ne ho bisogno io stesso. E soprattutto mi piacciono progetti che siano ideati da me, altrimenti non li farei.”

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Credits: Domus Web
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