Le nuove tendenze passano anche sulle nostre tavole. Colori vivaci, motivi geometrici accattivanti e linee accoglienti vestono la ceramica in questa estate 2021. Tra le varie proposte, troviamo un fantastico servizio di piatti colorful firmato dal brand milanese La DoubleJ, in collaborazione con la maison parigina La Durèe. La collezione celebra le donne e il benessere. La maternità, la fertilità e la nascita intesa come momento spirituale sono i punti centrali del servizio da collezione realizzato a quattro mani. A partire dalla stampa di Tree of life, un’illustrazione firmata La DoubleJ: un tributo all’archetipo antico dell’albero della vita, simbolo di fertilità, rinnovamento, rigenerazione.

“Vogliamo celebrare il concetto di energia femminile, un’energia misteriosa, silenziosa, ricettiva e basata sui sentimenti. La nostra cultura non considera trendy coltivare queste caratteristiche. Il femminismo sacro, però, ha un super potere. È come una grande madre, è fonte e simbolo dell’amore incondizionato e della generosità senza limiti. Ora più che mai, l’energia femminile è ciò che dobbiamo coltivare, aldilà del nostro genere o della sua percezione all’interno della coscienza collettiva. Questo è ciò che la collezione intende ispirare” ha dichiarato J.J. Martin, fondatrice del brand La DoubleJ.

Il rosa delicato e il verde pistacchio di Ladurée sono le tonalità di punta della palette di questa capsule. La collezione è composta da 12 pezzi tra cui una teiera in finissima porcellana realizzata da Ancap, i grembiuli in twill di cotone, un contenitore in porcellana per dolci e un set di piatti da dolce che da sempre caratterizzano la linea homeware. «Ladurée è entusiasta di collaborare con La DoubleJ per celebrare la primavera, la Festa della mamma e in generale, l’importanza delle donne. Abbiamo scelto il nostro iconico verde, rendendolo leggermente più chiaro, accompagnato a una meravigliosa sfumatura di rosa e molti altri colori che si integrano al mondo di J.J.» spiega Elisabeth Holder, Co-Presidente di Ladurée US.

 

 

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