A tutti sarà capitato di vederli almeno una volta: stiamo parlando dei vasi da farmacia! Esempio della ceramica tradizionale europea, questi contenitori hanno una storia antichissima che affonda le sue radici nel medioevo.

Nell’articolo di oggi andremo alla scoperta della genesi di questi vasi in ceramica, esplorando la loro evoluzione e le forme tradizionali che li caratterizzano.

La storia dei vasi da farmacia della ceramica tradizionale

Le prime menzioni certe dei vasi da farmacia risalgono all’anno Mille, tuttavia, solo a partire dal XIII secolo cominciamo ad avere fonti consistenti su questa particolare forma d’arte. Il primo design ad affermarsi è senza dubbio quello “ad albarello”, probabilmente ispirato dai tubi in canna di bambù con i quali giungevano in Europa i medicinali provenienti dall’ oriente.

Nei secoli successivi la forma cilindrica degli albarelli subì alcune modifiche, ma fu solo con la conquista araba del bacino del mediterraneo che la medicina raggiunse il suo massimo sviluppo. Specialmente in Spagna nacquero grandi scuole di medicina e di conseguenza anche le officine di ceramica proliferarono, concentrandosi prevalentemente a Maiorca. Fu proprio qui che nacque la maiolica: con questo nome si identificavano tutti i vasi ricoperti di vernice stannifera opaca, tipici della regione.

Con il Rinascimento, la ceramica da farmacia raggiunse una raffinatezza ed un gusto sino ad allora sconosciuti. Sui vasi cominciano a comparire decorazioni complesse, arricchite da smalti pregiati. I nuovi motivi decorativi comprendono stemmi nobiliari, scene di caccia, temi mitologici, arabeschi, grifoni. Compaiono inoltre le scritte, in gotico per lo più, indicanti per esteso o abbreviato il medicamento contenuto nel vaso.

Molti di questi vasi portano accanto alle scritte le insegne dei grandi ospedali del tempo, i quali commissionano ai ceramisti vasi di grandi dimensioni per le loro spezierie, con decorazioni che a volte sono delle vere e proprie opere d’arte.

Insomma, i vasi da farmacia ne hanno fatta di strada, e a secoli di distanza continuano ad essere di ispirazione per gli artigiani e i designer. 

Ceramica tradizionale

Le forme tradizionali

Ogni medicinale era custodito in un vaso adatto, appositamente ideato e costruito a seconda delle esigenze del farmacista. Vediamo insieme le forme principali di questi contenitori:

  • A rocchetto: senza anse, presenta una strozzatura al collo e alla base. Assomiglia per la forma ad un rocchetto, da cui prende il nome.
  • A cilindro: presenta una bocca larga, da cui si può agevolmente far passare la mano o una paletta, per raccogliere farmaci granulari o semi.
  • Ad albarello: privo di anse, di forma cilindrica, caratterizzato da una larga bocca svasata che poi si restringe in modo accentuato.
  • A cipolla: con restringimento sotto il collo, è caratterizzato da corpo centrale rigonfio e un restringimento più accentuato alla base.
  • Porta tabacco: tipico vaso settecentesco, da farmacia o da drogheria, con forme e con decori ispirati alle argenterie del tempo. Spesso era usato per conservare il tabacco o medicamenti in foglie.
  • Ad orciolo: con corpo globulare, talvolta il vaso è dotato di beccuccio che permetteva di versare agevolmente il suo contenuto.
  • Stagnone: anche conosciuto come idria, è un grande vaso con due anse dotato di rubinetto. Era destinato alla conservazione delle acque e di medicamenti liquidi.

 

Credits: Aboca Museum

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