Il gres porcellanato è una particolare tipologia di ceramica, nata negli anni ’80 in Italia. Si ottiene unendo una miscela selezionata di argilla, caolino, sabbia, feldspato e pigmenti colorati. Dopo la macinazione, vengono cotti a temperature elevatissime.
La sua struttura e la sua composizione lo rendono un materiale funzionale. A questo si aggiungono le sue caratteristiche di qualità estetica e versatilità. Tutto questo fa del gres un materiale di design.
È capace di unire l’antico sapere della lavorazione della ceramica con l’innovazione tecnologica. Dal momento della sua creazione, questo materiale si è imposto sul mercato. I rivestimenti in gres sono oggi protagonisti del mondo dell’architettura e della progettazione.
Diverse declinazioni del gres
Questo materiale non è tutto uguale. Ogni miscela e processo produttivo dà vita ad un materiale con caratteristiche tecniche differenti. Vediamone alcuni!
Gres comuni
Quelli comuni sono usati e sono indispensabili nelle fognature domestiche e cittadine. Si producono partendo da argille assolutamente senza calcare. Devono inoltre avere un contenuto di alcali e fondenti tali da permettere la fusione dell’impasto senza deformazioni.
Queste argille sono piuttosto rare in Italia e finora si sono rivelate sfruttabili a livello industriale solo quelle estratte in Lombardia, Piemonte, Toscana e Sardegna. Le argille sono dosate e addizionate con vari additivi. In seguito si lavorano a umido con strumenti diversi a secondo delle proprietà che si desidera ottenere. Infine si depositano in speciali locali per l’essiccatura.
Gres architettonici
Sono diffusi principalmente nelle regioni dell’Europa settentrionale. Si utilizzano per fabbricare rivestimenti, motivi decorativi, frontoni, capitelli e statue. Le motivazioni sono principalmente due: la prima è che è possibile lavorare il gres in pezzi particolarmente grandi adatti al rivestimento di superfici architettoniche. La seconda è determinata dall’eccellente capacità del gres di resistere agli agenti atmosferici.
La varietà più famosa del gres architettonico è rappresentata dal gres flammés. Si ottiene introducendo speciali ossidi metallici negli impasti. In seguito si fa variare bruscamente la temperatura del forno. Questo procedimento regala ai singoli pezzi una finitura iridescente e suggestiva.
Per pavimentazioni
Grazie alla sua durezza, si presta molto bene per le pavimentazioni. I pavimenti sono probabilmente gli elementi architettonici sottoposti a maggior usura. È molto diffuso il suo uso nella realizzazione di marciapiedi stradali, pavimentazioni di stazioni, mercati, saloni industriali e molto altro ancora.
Quelli da pavimentazione sono caratterizzati da un sistema produttivo molto particolare. Le argille vengono prima di tutto essiccate, poi polverizzate e mescolate coi i relativi additivi e correttivi, fino a raggiungere un mix perfetto. In seguito, con l’aiuto di grandi presse idrauliche, si ottengono le piastrelle.
I pezzi possono essere monocromatici oppure presentare diverse combinazioni di colore. Si trasferiscono le lastre in specifici forni a camera, dove l’alta temperatura trasforma le caratteristiche meccaniche del gres e gli dona la sua proverbiale durezza.
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