Giochi di luce: le opere di Olafur Eliasson
Fra gli artisti della scena contemporanea, Olafur Eliasson è senza dubbio uno fra i più sorprendenti e tra i più dedicati all’analisi della luce in tutti i suoi aspetti, primo fra tutti certamente il colore.
Artista nato nel 1967, per metà islandese, per metà danese ed attualmente basato a Berlino, dove lavora costantemente nel suo studio, Eliasson si fa notare proprio per i suoi progetti emozionali, dove luce e colore contribuiscono a ricreare atmosfere o sensazioni uniche.
Un esempio della sua ricerca è sicuramente uno dei suoi progetti-capolavoro: “The weather project”, installazione pensata per la sala turbine della Tate Modern di Londra, nella quale, grazie ad un sapiente uso dell’illuminazione e ad una ricerca effettuata sui colori della luce solare, l’artista ricreò una vera e propria “stanza del meteo”: una mistura di acqua e zucchero permetteva di ricreare la nebbia, mentre un disco costituito di lampade monocromatiche arancioni ricreava un sole artificiale. Anche il soffitto venne coperto da un grosso specchio, nel quale gli spettatori potevano vedersi riflessi, ma unicamente sotto forma di sagome nere, come annientati dalla luce “solare” che li circondava.
“The Weather Project” è solo uno dei tanti progetti di Eliasson nei quali la luce, colorata intenzionalmente, contribuisce a ricreare un’atmosfera unica ed emozionante; fra questi, i più sensazionali e celebri sono senza dubbio l’opera “360° Room for all colours”, realizzata per il Musée d’Art moderne di Parigi nel 2002, dove il visitatore era invitato ad entrare in una stanza circolare nella quale venivano proiettate sulle pareti tenui luci colorate dai toni caldi, evidente omaggio a quel sole nordico nel quale l’artista è nato e cresciuto.
Concetto che venne ripreso e portato al suo culmine nel progetto “Your Rainbow Panorama”, realizzato sul tetto di un edificio a Aarhus, in Danimarca: una passerella circolare di 150 metri, camminando all’interno della quale si osserva il panorama attraverso il vetro colorato del colore che si ha davanti in quell’istante; il panorama appare così deviato attraverso l’occhio dell’artista.
Fonte immagini: Olafur Eliasson






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