Una realizzazione di Pierre Paulin, il Dune Sofa è diventato un’icona di stile. Questo lo si deve anche alle apparizioni legate a personaggi del calibro di Kanye West e Frank Ocean. Non si tratta di un’invenzione particolare, ma di un semplice sofà modulare diviso in quattro unità di base differenziate in altezza e in tipologia di schienale. A seconda delle molteplici combinazioni, creano composizioni specifiche adatte a vari scenari. Progettato negli anni ’70, il divano non è andato in produzione insieme a tutto il resto della collezione. È riemerso nel 2014 grazie a un alleato inaspettato: Louis Vuitton.
Il designer e progettista francese ha realizzato nel corso della sua carriera sedute e forme dal carattere scultoreo, grazie alla sua formazione da ceramista. Punto forte del suo operato sono sicuramente i tessuti elastici. Ma perché? Semplice, sono in grado di completare la sua visione e definire il suo stile, così da renderlo riconoscibile.

La filosofia di Pierre Paulin
La storia del Dune Sofa non può che riflettersi nel percorso del suo ideatore, dove la funzionalità dell’oggetto è sempre stata pari alla sua autenticità in termini di design. Questa teoria è costante: sia la Mushroom Chair (1960) che la sedia Tulip, entrambe realizzate da Paulin, rappresentano delle icone di stile di un certo livello.
Nel primo caso una particolarità particolarità è l’assenza di cuciture che la rende ancor più morbida nelle forme, ma soprattutto il metodo di costruzione della copertura monopezzo ha rivoluzionato il modo di progettare la seduta.
La Tulip invece è ispirata all’omonimo fiore, di cui lo schienale e i braccioli rappresentano i petali semi-aperti.
Per vedere il Dune Sofa in un ambiente particolarmente suggestivo, è possibile trovarlo a Le Puy-Sainte-Réparade allo Château de la Coste nei pressi di Aix-en-Provence in occasione della mostra “Pierre Paulin Program”.
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