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La storia della ceramica in Italia (Parte 2)

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Seconda parte del nostro piccolo grande viaggio alla scoperta delle scuole italiane della ceramica, regione dopo regione. Nella prima parte vi abbiamo raccontato la storia di Piemonte, Veneto e Toscana. In questo appuntamento, invece, voleremo su altre tre magnifiche regioni: Campania, Puglia e Sardegna.

La Campania racchiude una forte e gloriosa tradizione ceramica. Tra i più importanti centri di produzione troviamo sicuramente Vietri sul Mare e Cava dei Tirreni, diventati famosi grazie alla fantastica produzione di rivestimenti e pavimentazioni esportati in tutto il mondo. La città di Napoli deve la sua prestigiosa tradizione alla produzione artistica di Capodimonte. Infatti è proprio qui che nacque una fabbrica di porcellane per volere di Carlo III di Borbone. Dopo la chiusura della fabbrica, furono direttamente le maestranze, organizzati in gruppi familiari, a portare avanti la tradizione.

Dalla Campania voliamo nella fantastica Puglia. Anche qui troviamo una tradizione ceramica forte e antichissima. A Grottaglie, cittadina in provincia di Taranto, da secoli è presente un fiorente artigianato della ceramica strettamente legato alla ricchezza di argilla che caratterizza questo territorio. La sua storia è antichissima e vanta più di 2700 anni di vita, come testimoniano i numerosi reperti del Museo della Ceramica. Ospitato nel Castello Episcopio, nel cuore del borgo di Grottaglie, il Museo della Ceramica si articola in quattro sezioni: Ceramica tradizionale d’uso, Reperti archeologici, Maioliche e Presepi. Altro importante centro di produzione in Puglia è Laterza, città attiva in questo settore fin dal Medioevo, nonché uno dei centri più interessanti per la produzione della ceramica invetriata e della celebre maiolica.

Finiamo il nostro piccolo grande viaggio nell’affascinante Sardegna. Oristano ed Assemini sono sicuramente i pilastri della tradizione ceramica locale. Oristano è stata protagonista, fin dall’antichità e per tutto il Medioevo, di un’importante attività artistica ed artigianale. Il pezzo più celebre della città è sicuramente la “brocca pintada”, comunemente chiamata “brocca della sposa”, verdi e gialle sull’ingobbio bianco e i vasi per l’acqua, verdi e gialli a due anse. Le immagini che i manufatti ceramici rappresentano sono espressione di fantasie e leggende, di simboli e di miti che attingono la loro forza espressiva in un mondo misterioso di felicità e di solitudine. Altro centro artistico importante è Assemini (Cagliari). I ritrovamenti delle prime ceramiche in questa città risalgono al periodo punico nella zona di S.Andrea. Nelle botteghe di Assemini venivano prodotte stoviglie di uso quotidiano ed ornamentali con motivi naturalisticio geometrici, in rilievo o a graffito. Il mercato privilegiato era Cagliari con un incremento di vendita in occasione delle feste paesane locali. Il luogo tipico di produzione delle ceramiche era il cortile, dove si trovavano il pozzo per l’estrazione dell’argilla, le vasche, il tornio, la tettoia per far essiccare i vasi e il forno a legna in mattoni. La produzione ceramica contemporanea, invece, si ispira a quella spagnola del ‘600, ovvero all’estrecho de terra.

 

 

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