NUOVA RUBRICA: dialogo con Carmela Palmieri

Il design è uno dei topic principali del nostro magazine perché, applicato al colore, ha il potere di rivoluzionare un ambiente trasformandone gli interni in base a necessità e stili di ciascuno.
Abbiamo quindi deciso di dedicargli spazio e visibilità in più. In che modo?
Istituendo una nuova rubrica chiamata “Le forme del design”, una sezione dove ogni mese pubblicheremo un’intervista a professionisti del settore per conoscere spunti, condividere riflessioni e raccontare progetti.

Introduciamo questo nuovo progetto con lo studio di architetti CASaA, un gruppo di professionisti che si occupa di progettazione architettonica e di restauro del patrimonio culturale.
Chi rappresenterà oggi l’intera realtà è Carmela Palmieri, socia e responsabile di ricerca, progettazione e consulenza di architettura bioecologica, efficienza energetica e sviluppo sostenibile del territorio.

intervista

Borgo Buonanotte, Montebello sul Sangro, 2022/2023

L’INTERVISTA

Domanda 1: Ciao Carmela, piacere di conoscerti e grazie molte per aver accettato di fare quest’intervista!
Ci racconti un po’ come nasce questa realtà e quali sono stati gli obiettivi primari che vi siete posti?

Ciao! È un piacere anche per me potervi raccontare la “storia” del nostro studio, che nasce nel lontano 1998, appena conclusi gli studi universitari ed un corso della comunità europea. Questo step è stato fondamentale per l’avvio della mia attività lavorativa sulla formazione di imprese edili, specializzate in eco tecnologie. Ha preso forma così l’idea di avviare uno studio che avesse al centro la sostenibilità e la implementasse in tutte le attività, dal monitoraggio ambientale alla progettazione e divulgazione. 

Domanda 2: La vostra azienda, parliamo al plurale perché sappiamo che lavori a stretto contatto con due soci, s’impegna molto nel sostenibile. Puoi raccontarci un po’ la vostra visione in termini di sostenibilità? Cos’è per voi un prodotto/struttura sostenibile?

Si. Come ti dicevo prima, nasce tutto dalla volontà di pensare all’architettura e all’ambiente in cui viviamo in maniera sostenibile, intendendo questo concetto non come qualcosa che si “aggiunge”, ma come un processo necessario e integrato.
La sostenibilità è il punto di arrivo di un percorso complesso, che prende in considerazione gli aspetti energetici e ambientali, ma anche quelli sociali ed economici, ragionando sull’intero ciclo di vita, dall’approvvigionamento delle materie prime alla fase di gestione e dismissione. 

Domanda 3: Visionando i vostri canali di comunicazione, ci siamo accorti del grande spazio rivolto ai vostri progetti architettonici: ce ne puoi evidenziare uno particolarmente significativo?
Sottolineandone i motivi e dandoci una breve descrizione di tutto quello che è stato fatto da parte vostra…

Il nostro studio si occupa di progetti di vario tipo: dalle nuove costruzioni, al restauro e dagli interventi di efficientamento energetico, arrivando fino all’interior design. Tra questi, un progetto che ha messo a sistema un po’ tutti gli ambiti di interesse: il progetto di riqualificazione con soluzioni innovative del Giardino Botanico Sperimentale REA di Trana (TO) in Piemonte.
Il REA è stato scelto come “progetto pilota” nell’ambito del programma “PPI2INNOVATE – Capacity Building to boost usage of PPI in Central Europe”, per le problematiche di varia natura inerenti allo stato di conservazione delle strutture e degli impianti. Queste, influiscono notevolmente sul godimento del bene e sul suo utilizzo pubblico nonché sulla sua valorizzazione, fruizione e conservazione nel tempo.
Pertanto, l’obiettivo è stato quello di progettare e realizzare una serie di interventi sugli edifici e sugli spazi esterni del giardino, al fine di innalzare la qualità, l’efficienza e la sostenibilità degli interventi e dei servizi erogati dalla struttura.

Dopo il masterplan degli interventi, la progettazione esecutiva si è poi focalizzata sulla realizzazione di una nuova serra bioclimatica. La progettazione della serra ci ha portati ad approfondire tutte le tecnologie legate a questi ambienti così “particolari”. Cosa abbbiamo fatto? Abbiamo inserito una divisione in due macro zone dedicate alle piante tropicali (temperatura interna di 18°) e alle piante succulente e carnivore (temperatura interna di 12-15°) oltre ad un elemento centrale per la formazione.
Lo spazio centrale, oltre a garantire uno spazio per le attività didattiche, funziona come zona di snodo verso la parte “tecnica” della serra (laboratorio, locali tecnici e deposito attrezzi).
E’ stata una bella scommessa tra architettura, tecnologia, didattica e botanica!  

Domanda 4: Grazie! Parlando invece del vostro ultimo progetto, Buonanotte Contemporanea, che oltretutto ha ricevuto il premio INARCH 2023 per la regione Abruzzo…. Secondo te, quali sono stati i punti di forza di questo lavoro? E soprattutto, come descriveresti l’effort e il valore messo all’interno di esso?

Buonanotte Contemporanea è un progetto al quale siamo particolarmente legati, sia per i riconoscimenti nazionali e internazionali che ha ottenuto (il progetto ha partecipato alla XVII Mostra Internazionale di Architettura di Venezia ed è stato presentato su varie riviste e convegni, vincendo poi delle menzioni di vari Premi, come il premio nazionale del Paesaggio del MIC e il premio INARCH 2023) sia per l’esperienza complessiva.
Per noi è stato un progetto importante, un progetto che ci ha permesso di sperimentare un approccio meno convenzionale e creativo per il recupero di un borgo, che non si configura come l’ennesimo intervento “turistico”, ma si presenta come un progetto di rigenerazione multidisciplinare.
Sotto la condizione di abbandono, il progetto ricerca i segni per generare nuove opportunità, grazie all’interazione e alla contaminazione tra i ruderi, la natura forte e interstiziale e gli interventi d’arte.

Infatti, uno degli aspetti più interessanti del progetto è proprio quello del rapporto tra ARTE-NATURA-ARCHITETTURA,  un progetto non statico ma più che altro un “cantiere” in movimento, che ricerca sempre nuove relazioni e nuove opportunità.
Il progetto Buonanotte Contemporanea prova a costruire una nuova socialità, nuove opportunità in uno spazio diventato povero, uno spazio che ha perso la capacità di creare relazioni ma che può tornare bello e generativo di possibilità finora inesplorate, anche attraverso l’arte che supera i suoi limiti.

Domanda 5: Grazie ancora per aver deciso di dedicarci questo tempo… ultima cosa, come descriveresti CASaA Architetti con 5 parole chiave? E come prevedi il futuro dell’architettura sostenibile da qui a 20 anni?

  1. PASSIONE

      2. MOVIMENTO

      3. VERSATILITÀ

      4. INTEGRAZIONE

      5. SOSTENIBILITÀ

Ormai è tutto sostenibile, dalla scatola dei biscotti, al divano di casa.
Stiamo assistendo ad una generalizzazione di questo concetto che, da una parte porta alla banalizzazione e dall’altra a soluzioni talmente complesse da renderle “insostenibili”. Così in architettura: dall’utilizzo di materiali energivori in fase di produzione o naturali, a apparati impiantistici sempre più “abbondanti” e sofisticati. Sembra quasi che ci stiamo un po’ allontanando dalla sostenibilità! Ma il tema dell’adattamento ai cambiamenti climatici è troppo urgente e non possiamo permetterci architetture e città sostenibili solo negli slogan. Serve “semplificare” e “alleggerire”, pensare al progetto di architettura in maniera sistemica e integrata e soprattutto serve “liberare” il suolo troppo impermeabilizzato da asfalto e architetture obsolete.
In primis, serve piantare tanti alberi! 

Domanda 5: Essendo noi un magazine specializzato nel settore ceramico, come credi possa svilupparsi questo materiale in futuro? Lo trovi ancora interessante? E soprattutto, quanto viene utilizzato nelle opere di design?

Io trovo la ceramica un materiale eccezionale per la sua versatilità e la sua qualità tecnica ed estetica.
I molteplici effetti che può offrire, lo rendono un materiale che si utilizza bene in ambiti anche molto diversi tra di loro e che spaziano dagli interventi di restauro di edifici antichi, a interventi dal design contemporaneo.
Un altro aspetto importante che lo rende un materiale proiettato verso il futuro, è quello dell’innovazione tecnologica verso principi di sostenibilità.
Ora la produzione di materiale ceramico richiede un consumo di materie prime, di energia e di acqua molto più basso rispetto a prima, e questo comporta un impatto ridotto in termini di trasporto e di emissioni di CO2.
Anche i nuovi prodotti seguono una logica di sostenibilità. Ad esempio, i grandi formati ultrasottili riducono il consumo di materiale, possono essere posati in sovrapposizione ai materiali esistenti, senza l’utilizzo di colla, per esser recuperati in futuro secondo la logica dell’economia circolare. Questo è un aspetto assolutamente non secondario, non solo per una questione etica, ma anche per le utilità che comporta nella progettazione, ormai sempre più orientata verso criteri di sostenibilità anche a livello normativo. L’obbligo di applicazione dei “Criteri ambientali minimi” (CAM) per i lavori pubblici ne è un esempio.

Credits: CasaA architetti

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