L’isola di Sicilia rappresenta una delle realtà nazionali in cui l’arte della ceramica resiste meglio allo scorrere dei secoli. Le tradizionali teste di Moro siciliane, rappresentano uno dei più iconici esempi dell’arte sicula.

Un amore proibito

La leggenda parte dal racconto di una bellissima ragazza che viveva a Palermo, nel quartiere arabo Al Hàlisah (oggi Kalsa). Mentre si prendeva cura delle piante del suo balcone, venne notata da un Moro di passaggio che se ne innamorò perdutamente.

Tra i due scoppiò una travolgente passione, ma un giorno il Moro rivelò una terribile verità alla ragazza. Figli e moglie lo attendevano in Oriente, dove stava per fare ritorno. La giovane palermitana, dilaniata dalla rabbia e dalla gelosia, aspettò la notte e una volta che il Moro si addormentò lo uccise, così da averlo per sempre con sé.

La giovane, addolorata, tagliò la testa al suo amante creando un singolare vaso in cui mise un germoglio di basilico, esponendolo con fierezza sul suo balcone. I passanti, incuriositi da questo particolare vaso che faceva crescere rigogliosa la piantina di basilico, iniziarono a realizzare dei vasi in terracotta dalle fattezze simili alla testa del Moro.

Testa di Moro

Le teste di Moro dall’antichità ad oggi

Con il passare dei secoli la leggenda ha ispirato generazioni di artigiani siciliani e non, che hanno reso questi vasi tradizionali delle vere e proprie opere d’arte.

Oggi, la produzione di teste di Moro si concentra soprattutto a Caltagirone.

In questa ridente cittadina è possibile trovare ovunque questi splendidi vasi, che decorano in gran numero i balconi e i vicoli.

Ma negli ultimi anni molti designer internazionali hanno cercato di approcciarsi alle teste di Moro, ridisegnandole e giocando con i colori e le texture dalla ceramica.

Spesso i risultati sono stupefacenti, e i designer giocano con le teste di Moro utilizzandole per arredare gli attici e i locali più trendy, da New York a Singapore.

Testa di Moro

Le fasi della produzione che danno vita alle Teste di Moro

Le teste di moro del Calatino sono realizzate con tecniche millenarie, antichissime, tramandate agli artigiani generazione dopo generazione. Per prima cosa, si dà la forma al vaso sul tornio, creando un primo abbozzo del soggetto.

Subito dopo si comincia con la modellazione vera e propria, sarà l’abilità dell’artigiano a determinare il grado di dettaglio e rifinitura del pezzo. Successivamente la ceramica viene lasciata essiccare all’aria e poi si procede con la prima cottura.

Durante questa fase il vaso acquisisce solidità e robustezza. Dopo la prima cottura, gli oggetti vengono smaltati in bianco. Poi degli artigiani specializzati si occupano di dare vita ai pezzi tramite l’uso sapiente delle tinte e dei colori tradizionali. 

Infine, le teste vengono cotte di nuovo per fissare i colori: la seconda cottura regala ai vasi la caratteristica finitura lucida che li rende riconoscibili in tutto il mondo. 

 

Credits: bb22

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